Scritta da: Marta Emme

Disincanto

Dunque era vero l'inganno.
Per questo sapevo
che amarti più non potevo:
in un attimo mi ricredevo...
e crudo un dolore
dritto colpiva nel cuore.
Pur avvilita, pur piegata
in un profondo torpore,
non avrei portato rancore
che bello splendevi nel Sole,
irreale emblema d'amore.
A te conduceva il motore, ° (cuore)
così ardente
che a tutte le cose infondeva calore.
Ma ora si dissolve la nebbia
e chiara diventa la direzione
da impartire al timone
della mia imbarcazione,
nel cammino* (esistenza)
di ricerca ed esplorazione
che muta col tempo
e con la stagione.
E non conosce
villana prigione,
perché è tal la visione
quando si ama
con cuor di leone.
Marta Emme
Composta sabato 21 giugno 2014
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    Scritta da: Marta Emme

    Siam polvere di stelle

    Fin da piccolino iniziava il cammino:
    ogni sasso, ogni buca
    che incontravi sul selciato
    a dura prova metteva il tuo operato.
    Tutto era parte di un costrutto
    di cui coglievi sempre il frutto,
    ora bello ora brutto,
    ma se avanti potevi andare
    è perché nuovi orizzonti
    ponevi al tuo operare
    e non ti fermava dover far calibratura
    che in linea sempre stavi alla natura.
    Così eri forte senza discussione
    e centravi ogni previsione.
    Ma non si può prevedere
    ogni cosa che può accadere,
    così giunse un giorno cupo
    quando il male ti addentò
    con le fauci di un lupo,
    perché pietà non aveva
    e esser più tenace non poteva.
    Di fronte a quella fiera
    nessun effetto sortiva una preghiera.
    La forza morale solo ti poteva aiutare
    insieme a chi ti era solidale.
    Di ciò coglievi i frutti
    che lenivan quei momenti così brutti.
    La prova era assai dura,
    ma se il peso di tal disavventura
    piegava la tua figura
    la sfida accoglievi senza mostrar paura.
    Coraggio davi a chi ti era vicino
    perché fiducia ponevi nel destino,
    seppur sapevi birichino.
    Così ogni cura facevi
    per sanar le ferite che avevi,
    e più ti convincevi che vivere o morire
    era questione da definire,
    ma non ne avevi perciò a soffrire
    in un tempo in cui guardare avanti
    era un imperativo per tutti quanti.
    E se infine soccombevi alla creatura,
    ebbene, in linea sempre stavi alla natura
    perché era lei, ancora, a dettar la partitura,
    come per le stelle nel cielo,
    come per l'ostinata pianta del melo,
    così per te, confortato da un credo;
    giacché una legge dell'universo
    è racchiusa in questo verso,
    come dir che niente viene perso.
    Marta Emme
    Composta sabato 14 giugno 2014
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      Scritta da: Marta Emme

      A scrutar intenta

      Giochi nell'aria
      giochi di voli,
      un vai e vieni
      di gioiose creature
      tra rami
      di alberi maestosi
      o smilzi o nodosi,
      una danza che sui cornicioni
      si acquieta,
      per poi ripartire.
      Così una rincorsa,
      un'intesa, oppure contesa,
      una discesa... si avvicendano.
      Fantastici disegni nell'etere
      alla prova metton
      gli equilibri raggiunti
      nel volo, ma che sempre
      alla terra fan mirare.
      Incantan pur
      l'implume
      che, dal nido,
      guarda vigile
      quella maestria
      nell'impennare
      o virare e sfrecciare
      o planare. Voli
      che son moti arditi
      e sicuri e armoniosi
      in uno spazio aperto.
      Pur io, che guardo
      dal lucernario, ne ravviso
      la leggerezza
      e mi sento
      unita a loro, oggi,
      che ti ho lasciato.
      E pace mi sorprende.
      Marta Emme
      Composta martedì 11 marzo 2014
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        Scritta da: Marta Emme

        Prendimi

        Se io potessi entrare
        in un chicco di grano
        ed essere alimento,
        non sarebbe strano,
        voler essere ovunque.
        Se io potessi sperare
        solo di attraversare
        il silenzio del cuore,
        nel deserto che porta il dolore,
        toglierei fiato al vento, ° (dell'ingiustizia)
        che soffia con tanto vigore
        sulle miserie°del nostro tempo (povertà, disperazione...)
        Se io potessi valicare le montagne
        e navigare per mari,
        con un gesto sconfiggerei
        i mutismi e i fantasmi velenosi° (la storia ritorna)
        che seminano disordine
        e spaventi tremendi,
        come se addomesticare
        fosse possibile l'essenza del vivere.
        Ma eccomi qua
        intenta a manifestar
        scomode realtà;
        eccomi, son qua,
        negli spazi dell'etere a svolazzar° (sono nominata sovente)
        e per prendermi ti devi
        molto impegnar, anche lottar.
        Io sto qua, mi fan compagnia
        equità e fraternità,
        io son la libertà
        e or la mia voce
        è per chi non ne ha.
        Marta Emme
        Composta martedì 31 dicembre 2013
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          Scritta da: Marta Emme

          A una Perseide

          Da lassù
          par sia il mondo un po' più blù,
          così un fatto vi racconto
          che rifletter è un secondo.
          La corda tanto tirava
          che la vela alfine si gonfiava
          e una nuova era* (politica a 5 stelle)
          all'orizzonte si profilava.
          Finalmente il vento buono* la scuoteva (rinnovamento)
          finalmente un altro approdo si poneva.
          Tanto eran giuste le premesse
          che certe potevan le promesse.
          Così quell'avventura,
          necessaria addirittura,
          pareva l'unica soluzione o cura.
          Il viaggio ancor non è finito
          anche se è chiaro come sia partito.
          Ma tanto il bruco è malfattore* (divora le foglie)
          quanto la farfalla impollinatore;
          allor, come mostra il paragone,
          la metamorfosi* è da fare (della classe politica)
          applicando la morale* (del buon fare)
          Non s'è visto un movimento+ (dei 5 stelle)
          trasformare il nostro tempo,
          ma l'avventura par sicura
          e qualcuno prima o poi farà la stura:
          sbroglierà quell'operare* (proprio tornaconto)
          che impedisce il navigare:
          A una Perseide brillante
          si affida ora il desiderio più grande
          perché un desiderio quando si avvera
          fa spuntar la primavera.
          Marta Emme
          Composta giovedì 5 dicembre 2013
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