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Poesie di Giuseppe Verriotto

Inchiostro dipendente!", nato mercoledì 21 giugno 1961 a Ercolano (NA) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Giuseppe Verriotto

Ti sgraverei...

Vorrei, vorrei poter entrarti
dentro di nascosto
e impollinarti di un mio sogno,
una volta lì poi fare un patto
con la tua anima,
presentare da vicino i nostri cuori
e unificare i nostri sentimenti
e crescere, crescere in te
fino a sentirmi figlio
e finalmente regalarti l'emozione
d'essere completa
e provare io stesso la gioia
di arrampicarmi al seno tuo
con carezze delicate,
bere il tuo latte come fossi tu Maria,
sarebbe tutto amarti
pure come figlio,
ma la cosa più grande per me sarebbe
poter farti vivere finalmente
almeno una volta, il desiderio
di essere mamma.
Giuseppe Verriotto
Composta giovedì 2 maggio 2013
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    Scritta da: Giuseppe Verriotto

    Poeti... noi Alda Merini...

    No, non ho più niente
    perché già vi ho dato tutto,
    tutto, anche l'anima vi ho spartito
    non ho badato al tempo
    e, come se non mi appartenesse
    ve l'ho concesso in toto.
    No, non ho niente
    ma non sono povero
    mi arricchisce la coscienza
    continuando a ricordarmi tutto,
    tutto ciò che vi ho saputo dare
    sì sono un nullatenente
    ma mai sarò un nullafacente,
    no, non lavoro la terra
    ma mai ho smesso di esser chino
    pur di seminare ciò che raccoglieranno,
    e chino morirò sull'illusione
    di aver fatto la cosa più giusta
    nell'avervi donato la mia vita,
    poco importa vedermi vomitare addosso
    tutto ciò che alcuni mi hanno divorato.
    Sì, sono nato per concedermi
    e il mio salario
    non sta nell'essere applaudito
    ma nell'esserci riuscito.
    No, non ho niente
    ma vivo bene, vivo di tutto...
    di tutto ciò che sono riuscito a darvi.
    Giuseppe Verriotto
    Composta martedì 27 giugno 2017
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      Scritta da: Giuseppe Verriotto

      Morte di un gabbiano (Giuni Russo)

      Sull'altare colorato
      tra Madonne in play back
      dove sfilano le dive
      le campane hanno suonato
      la sua ultima canzone
      ma non c'erano i gabbiani
      c'era solo del dolore
      tra i suoi fans tanti curiosi
      giornalisti, e poco amici!
      Faceva un caldo boia...
      mi ricordo il suo sorriso
      la sua sfida alla vita
      dignità e tanta forza
      il suo canto alla morte
      tanta gente e pochi fiori
      tutti applausi meritati
      ora manca qualche cosa
      e non solo per gli amici
      Faceva un caldo boia...
      Si è spenta la sua voce
      non fischia più nessuno
      ci rimane solamente
      il lamento dei gabbiani
      sull'altare della vita
      tra Madonne in play back
      dove vivono le streghe
      tra le oche lei era fata
      la sua ultima promessa
      l'ha cantata con amore.

      Su questo triste palco
      ora piangono i gabbiani
      piangono le rose
      piangono le oche
      ma non tutti di dolore
      e faceva un caldo boia!
      Giuseppe Verriotto
      Composta venerdì 30 novembre 2007
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        Scritta da: Giuseppe Verriotto

        Domani... ancora domani

        Domani, domani e poi ancora domani
        ci sfideremo ancora
        le mie mani affogherò nei tuoi capelli
        e come un figlio lattante
        mi appenderò al tuo seno
        e mi imbavaglierai ancora
        ubriacandomi i sensi.

        Domani, domani riunificheremo le voglie
        e sarà priorità berci
        riasseconderemo la nostra sete
        riprovocheremo i nostri eccessi
        il sudore sarà rugiada
        ci sfameremo fino alla sazietà
        il peccato concessoci sarà vissuto.

        Domani, domani stasera no
        stasera ho ancora da passeggiare
        tra le vetrine del tuo corpo
        lasciate accese e aperte per me
        ho ancora da spendere spiccioli di forza
        domani, domani ci sfideremo ancora
        sempre nel nome della passione.

        ... in amore sei un assassina
        mi uccidi la stanchezza...
        Giuseppe Verriotto
        Composta sabato 17 giugno 2017
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          Scritta da: Giuseppe Verriotto

          Ultimo canto

          Attorcigliamoci le menti
          dopo che mille e mille più volte
          i nostri cuori si sono aggrovigliati.
          Mischiamo le nostre anime
          e in esse, senza farle soffrire
          affoghiamo i nostri sentimenti
          dopo che tante volte le nostre vite
          si son date eterno appuntamento.
          Ormai le nostre bocche si conoscono
          anche fuori dal peccato
          ora che ci siamo detti e fatto tutto
          fondiamoci in un tutt'uno
          come fossimo materia unibile
          che senso ha aspettare gli eventi separati
          come due normali umani?
          La fine per noi non può essere la fine
          sfondiamo la frontiera del normale
          diamo torto alle aspettative
          visto che ancora stiamo in piedi
          chiudiamo la valigia dei ricordi insieme
          avendo ancora qualche goccia di pazienza
          brindiamo l'ultima volta al nostro amore
          e, mano nella mano come due bambini
          giochiamo insieme all'ultimo cammino
          felicemente, come fosse niente
          noi che siamo stati canto della stessa voce
          facciamo con la vita un altro compromesso
          e come saldo di ultima stagione
          uniti, regaliamoci alla morte!
          Giuseppe Verriotto
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