Scritta da: Silvana Stremiz

Il mendico

Presso il rudere un pezzente
cena tra le due fontane:
pane alterna egli col pane,
volti gli occhi all'occidente.
Fa un incanto nella mente:
carne è fatto, ecco, l'un pane.
Tra il gracchiare delle rane
sciala il mago sapiente.
Sorge e beve alle due fonti:
chiara beve acqua nell'una,
ma nell'altra un dolce vino.
Giace e guarda: sopra i monti
sparge il lume della luna;
getta l'arti al ciel turchino,
baldacchino
di mirabile lavoro,
ch'ei trapunta a stelle d'oro.
Giovanni Pascoli
dal libro "Myricae" di Giovanni Pascoli
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Mezzogiorno

    L'osteria della pergola è in faccende:
    piena è di grida, di brusìo, di sordi
    tonfi; il camin fumante a tratti splende.
    Sulla soglia, tra il nembo degli odori
    pingui, un mendico brontola: Altri tordi
    c'era una volta, e altri cacciatori.
    Dice, e il cor s'è beato. Mezzogiorno
    dal villaggio a rintocchi lenti squilla;
    e dai remoti campanili intorno
    un'ondata di riso empie la villa.
    Giovanni Pascoli
    dal libro "Myricae" di Giovanni Pascoli
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Anniversario (1889)

      Sono più di trent'anni e, di queste ore,
      mamma, tu con dolor m'hai partorito;
      ed il mio nuovo piccolo vagito
      t'addolorava più del tuo dolore.
      Poi tra il dolore sempre ed il timore,
      o dolce madre, m'hai di te nutrito:
      e quando fui del corpo tuo vestito,
      quand'ebbi nel mio cuor tutto il tuo cuore,
      allor sei morta; e son vent'anni: un giorno!
      E già gli occhi materni io penso a vuoto;
      e il caro viso già mi si scolora;
      mamma, e più non ti so. Ma nel soggiorno
      freddo dè morti, nel tuo sogno immoto,
      tu m'accarezzi i riccioli d'allora.
      Giovanni Pascoli
      dal libro "Myricae" di Giovanni Pascoli
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