Le migliori poesie di Giorgio De Luca

Nato giovedì 27 luglio 1950 a Chieti (Italia)
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Scritta da: Giorgio De Luca

Nel rispetto della memoria (a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino)

Falso Profeta,
distributore di morte,
i tuoi tentacoli
hanno ucciso figli
che profumavano d'aranci.

Li hai uccisi
perché avevano seminato
il principio di libertà
alla Vita.

Sconcia creatura
degli abissi,
come un serpente strisci
nella tua scia di morte.

Cambiamo pagina
nel rispetto
di chi ci ha guidati
a non avere più paura di te.
Giorgio De Luca
Composta martedì 18 maggio 1993
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    Scritta da: Giorgio De Luca

    Loro sapevano...

    Loro sapevano degli orrori
    nella Risiera di San Sabba,
    dei campi di sterminio di Mauthausen,
    delle camere a gas di Auschwitz,
    dei forni crematori di Zacao.

    Loro sapevano dell'odio spietato
    contro l'ebraismo, dei treni che partivano
    carichi di carne umana asserragliati
    dentro vagoni sprangati.

    Loro sapevano degli ebrei polacchi, russi,
    ungheresi, tedeschi, cechi, olandesi,
    internati nei lager di Dachan, Buchenwald,
    Sachsenhausen, Chelmno, Treblinka,
    Sobibor, Belzec.

    Loro sapevano del genocidio degli ebrei,
    dei crimini commessi dal Terzo Reich,
    dei numeri sulle braccia marchiati a fuoco,
    del disprezzo per il risveglio della libertà.

    Loro sapevano...
    della distruzione degli ebrei
    Loro sapevano...
    Giorgio De Luca
    Composta giovedì 27 gennaio 2005
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      Scritta da: Giorgio De Luca

      Al vecchio bosco

      Al vecchio bosco
      incontrai mio fratello.

      S'affacciarono i ricordi,
      cupe e silenziose ombre.

      Chiudemmo gli occhi...

      Ci aggrappammo con forza
      alle onde di emozioni
      calpestando la solitudine,
      resti di vita senza vita.

      Eravamo contenti
      seduti vicino al fiume
      della nostra casa.
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        Scritta da: Giorgio De Luca

        La mimòse - 8 Marzo, Festa della Donna

        Se cunfònne nghe lu culòre
        de la jenestre, ma quèlle
        fa bèlla mostre sole fòre
        a la fenèstre.

        Pe ll'arie se spànne l'addòre...

        Ecchele la mimòse!

        Te la fàcce lìssce e delecàte,
        arilùce gnè lu sole
        dentr'a ss'ucchie 'mmaculàte.

        La Mimosa

        Si confonde con il colore
        della ginestra, ma quella
        fa bella mostra solo fuori
        la finestra.

        Nell'aria s'effonde il profumo...

        Ecco la mimosa!

        Ha la faccia liscia, delicata,
        riluce come il sole
        nei tuoi occhi immacolati.
        Giorgio De Luca
        Composta lunedì 8 marzo 2010
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