L'arteriosclerosi

È sotto la coperta endoteliale
del letto vascolare che riposa
la nostra vetustà
in veste di ateromasia,
segnale di circolo precario,
a meno che le mirabolanti statine,
azzerando il rischio del colesterolo
e riducendo l'ispessimento
per deposito tra le lenzuola intimali,
non ci diano l'immortalità
per le vie dell'anima che,
velocizzate dalla mitica aspirina,
sconfinano nella verità.
Francesco Andrea Maiello
Vota la poesia: Commenta

    La musa divina

    Fantastica Musa,
    mia divina ispirazione
    e sublime poesia,
    hai classe affascinante
    con quel tuo incedere elegante
    sulle ali di uno spirito soave
    così illuminante,
    sei un sogno estasiante
    e fai volare in paradiso.
    Se per caso sol ti incrocio
    alla dolce tua visione
    mi si attanaglia la bocca,
    mi si incaglia la lingua,
    s'ingarbuglia la mente e
    incacaglio, quasi raglio
    come un asino per l'abbaglio.
    Nel profferir poi con l'incanto
    della tua vocale melodia
    in tanta armonia allor
    davver non capisco più niente
    e da povero incosciente
    sembro un vero deficiente.
    Il cuore di scatto mi si accelera,
    il fuoco divampa, il caldo mi prende,
    il calore incalza, tutto mi si accende
    in ogni versante, ma poi per il dolor
    scoloro con il sudore sulla fronte,
    un profumo mi pervade e,
    pregustando l'immortale,
    rischio seriamente in tua presenza
    di dipartir all'istante... miseramente.
    Solo così avrà tregua la mia anima
    gemente e, sempre tanto deriso
    per le mie stranezze allucinanti
    con la cirrosi psicosomatica
    non più obnubilante, ti avviso,
    fu Aristotele a darmi conforto:
    "non c'è grande genio
    senza una dose di follia".
    Ingrata gastroenterologa,
    per scontar giusta pena terrena,
    nel tempo a venire, mi ricorderai
    come una pesantezza sullo stomaco,
    tanto me ne dispiace,
    e in eterno ti resterò sulla coscienza
    che sempre così limpida hai.
    Francesco Andrea Maiello
    Vota la poesia: Commenta

      Il genetliaco

      Magica Musa,
      doppia M da sogno,
      che la vita, serena, Ti arrida,
      sol levante dall'alba ammiccante,
      pian piano cocente e rigenerante,
      sin sull'orizzonte seppur pallido,
      sempre più stanco e calante, ormai pronto,
      sulla linea di ponente, a immergersi
      per un salutare bagno rinfrescante
      dopo una giornata di lavoro stressante
      e di calore davvero massacrante.
      La vita, poi, Ti si prostri gioiosa,
      indi giocosa e, da partner galante,
      si dimostri finanche generosa e graziosa,
      diventando, così, perfin gelosa.
      D'incanto ecco la sua anima fremente
      con il suo cuor pulsante che già Ti dona,
      tra toni puri illuminanti, momenti intensi
      esaltanti, di poi Ti conforta, nelle pause
      libere ritempranti, con ore liete
      rilassanti, a frequenza costante e
      a ritmo inebriante da ogni versante,
      istante dopo istante in modo emozionante.
      Dal focolaio domestico in armonia,
      infin, la musicalità cardiaca e la sinfonia
      della sua gran batteria Ti allieti, sin d'ora,
      con melodie e poesie, lungi dalle follie,
      Ti bastano le mie, pure fantasie
      e vera mia mania di intensa spiritualità,
      inneggiante all'amore, il motore della vita,
      il contenitore dell'anima, il palcoscenico
      della luce da una fonte infinita.
      Francesco Andrea Maiello
      Vota la poesia: Commenta

        Italia risorgi (spot elettorale)

        Nel quotidiano fragore
        del politico fervore
        s'ode a destra una squillo
        vota Silvio,
        a sinistra rimbomba uno strillo
        vota Antonio, vota Antonio,
        è Di Pietro.
        Al centro c'è la solita lagna,
        è Casini
        vota Monti.
        D'ambo i lati
        ci son solo brutte facce
        Ingroia ha la barba,
        Silvio la cera,
        Vendola l'orecchino,
        Bersani non ha la facies,
        D'Alema aveva almeno la barca
        e Franceschini la camicia!
        Alla fin dei conti
        non ci resta che piangere
        o puntare su Mario
        ben visto aldilà dei monti
        dall'angelica Merkel.
        Francesco Andrea Maiello
        Vota la poesia: Commenta
          Divina musa,
          mia dolce poesia,
          in tanta armonia
          e per la tua melodia,
          di te ormai folle,
          non hai più scampo
          e in piena pazzia
          un dì ti rapirò.
          Per morbosa gelosia
          ti occulterò
          in una profonda segreta,
          lungi da occhi indiscreti,
          per godere solo io
          la tua splendida luce
          che ha dato alle mie corde la voce
          e finanche ai sensi la pace.
          Coprirò i tuoi lamenti
          di tenere carezze,
          colmerò i tuoi pianti
          di limpidi baci
          e alle tue rimostranze
          ti immobilizzerò
          con morbidi abbracci.
          Ti lascerò andar via
          solo se finalmente
          mi darai un nome
          e in veste di cupido,
          messaggero dell'amore,
          con te mi farai volare
          all'infinito in eterno
          verso orizzonti di luce.
          Francesco Andrea Maiello
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di