Poesie di Elisa Ranica

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I pezzi che scompongono il mio corpo
sono vetri aguzzi, tolti con la pazienza
e l'inganno di mani esperte,
che lanciano pensieri tutt'intorno,
come immagini fatiscenti e accecanti
nel buio delle anime in viaggi sfocati.
La stanza racchiude il tuo lavoro
e la noia fragrante della vita.
Sei solo, ondeggi, il collo piegato
dalle troppe parole impaurite,
dai giorni sempre uguali
ad accompagnare l'essenza di te.
Invano chiamo la tua anima,
già mia e così distante da noi.
Le mie urla silenti sono il tuo orgoglio
di aguzzino e benevolente giovane uomo,
i miei disegni si trasformano in elettriche, calde
e umide storie che non conosci:
t'immergo in una casa ancora disabitata,
in sogni eterei di carnalità voraci,
ti trasporto come un avventuriera verso orizzonti di strada,
per condurre ogni sensazione a vibrare di sé.
Se questo è soltanto un viaggio,
una carezza alla mortale prudenza,
io me ne sono appena innamorata
e senza lanciare sfide cammino a passi
leggeri o pesanti,
cammino fino a scomparire in me stessa,
dove il traguardo è stare in piedi fino alla fine,
nuda e travestita,
ricoperta di pelle che amo, con la forza immensa e disperata
di ritrovarla appoggiata alla tua.
Elisa Ranica
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    Sento le tue braccia
    che avvolgono il mio ventre
    e il tocco della tua mente che abbraccia i miei capelli sciolti nel sole intenso.
    Ogni carezza che mi hai dato
    ha nutrito le speranze e i sogni
    di un corpo ormai gelido e solo,
    ogni vibrazione delle tue braccia
    ha accolto il mio richiamo sinuoso
    e mi hai posseduta senza sfiorare
    nemmeno per un attimo le mie membra,
    pesanti e asciutte.
    È iniziato un viaggio che non ha meta,
    se non le nostre tenere e voraci parole,
    non ancora dette,
    non ancora nate al giorno.
    Ti prendi cura dei miei sorrisi
    come se non potessero sbocciare soli,
    cancelli avidamente i pensieri aggraziati
    per scambiarli con un sentire che spaventa
    le ore e mi costringe a volgere
    lo sguardo al presente.
    Vuoto che non accetta di essere sospinto
    nel nulla e non teme se stesso.
    Nell'aria soffro di te e sogno la notte
    scambiandola per il giorno.
    Elisa Ranica
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      Viaggio

      Ho sentito entrare in me
      una luce diversa da quella che mi portavo appresso,
      le ho creato uno spazio piccolo
      poi sempre più grande.
      ho cercato di aprire un varco,
      passo dopo passo
      e ho scoperto la magia
      della tua assenza
      e la follia delle mie illusioni.
      Il viaggio è appena iniziato
      e già i miei piedi ne portano i segni indelebili,
      segni di quello che mi ha bruciato lentamente,
      erosioni e scintille che mi hanno resa forte.
      Mi sono interrogata a lungo
      finché non c'era più varco che non avessi provato a solcare,
      alcun indizio della nostra storia,
      né parole che confermassero
      i miei desideri.
      Ho nuotato in un sentiero senz'acqua
      e ripreso fiato per poche ore.
      Tu eri lì a fissarmi,
      stordito dai miei mutamenti
      e assorto nei tuoi giochi.
      Ho risalito la montagna fin dove
      le mie forze tenevano
      e i tuoi richiami non li ho più sentiti entrare.
      Mi sono accasciata disperata e stanca,
      ho pregato e implorato un giorno di sole,
      affinché riscaldasse i miei geloni invernali,
      ho trovato una piccola scia di te in un passante
      e mi sono ripresa dalla solitudine.
      Eppure non c'è speranza per noi,
      nessun tempo che si apre a dirci
      qui potete ristorare, presso di me state al sicuro.
      Non c'è brezza che ci sfiori l'uno accanto all'altra
      e non c'è sapore che possa riconoscere
      sui tuoi vestiti umidi.
      E così ho deciso di non fermarmi,
      di proseguire e cercare in un raggio di luna,
      di interrogare il vento e la tempesta,
      che potrebbero contenere tue notizie.
      Mi ristoro e mi affatico,
      ma non lascio passare giorno senza il pensiero
      di un universo che ci accolga,
      che sia l'inizio di un cammino
      Mostrami il cielo infuocato
      ad ammonirmi coi suoi calori disumani.
      Sono nuda in una bolla tiepida,
      straziata dal lato oscuro
      che di te conosco,
      fresca di un massaggio
      che ha risollevato il mio ventre.
      E non ti aspetto, ah no,
      non lo faccio più.
      Se giungerai a me sarà per caso,
      così come sono arrivata nei tuoi occhi.
      Niente può dividerci e nulla ci unisce ancora,
      ma so che sei mio.
      Elisa Ranica
      Composta lunedì 6 giugno 2016
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        Mi mancano le emozioni
        che solo tu porterai sul mio corpo,
        forti e implacabili
        come i tuoi umori,
        le emozioni che cerco
        non sono che degli inferni da scoprire
        passando attraverso il purgatorio della tua anima,
        là dove sono già stata tante volte,
        portami con te oltre tutto quello
        che è successo
        rimuovi la pietra che si è depositata
        sulla mia schiena,
        umilia il mio ventre
        per farlo tuo
        e incoraggia il senso del pudore
        che mi manca.
        Ti desidero con cuore selvaggio
        e sguardo assente,
        quasi ti pretendo
        tanto è forte questa assenza che si fa vita pura.
        Elisa Ranica
        Composta mercoledì 1 giugno 2016
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          In un baleno, sporgendomi
          dove l'acqua è più profonda
          ho sentito il tuo richiamo
          e non ho saputo resistere
          alla vanesia di pensarti,
          ho sciolto i capelli,
          e ho indossato i miei abiti leggeri
          la seta sulla pelle, scorreva
          come faranno le tue dita
          I miei passi incerti e il tuo destino
          da scrivere ancora
          Sono pronta ad averti
          senza farmi meraviglia dell'attesa
          e senza impiegare il tempo
          a toccare i pezzi di me che ancora mi fanno male
          posso continuare a muovermi scostante,
          al ritmo di sempre
          e intuire ogni tuo desiderio
          posso agire come se tu non esistessi
          e ritrovarmi a chiamare il tuo nome
          posso chiedere alla luna
          consiglio
          e non rispettare i suoi sussulti
          posso sottrarmi a questo fuoco
          e sapere che sarà sempre qui accanto a me
          posso annoiarmi a contare la sabbia
          ma non posso più fare a meno di te.
          Elisa Ranica
          Composta sabato 28 maggio 2016
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