Poesie di Elisa Ranica

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Non conosco il seguito di questa storia
anche se è impressa nelle mie ossa,
posso solo aspettare il giorno del giudizio
e pregare.
Mi sono avvicinata a te quasi per caso
e ho trovato l'amore che non credevo.
Attendo con ansia i tuoi prossimi passi
e mi interrogo meno di prima,
adesso tutto si è fatto chiaro
e le mie intenzioni sono le stesse,
quelle che conosci e che tieni per te.
Ogni mattina vorrei morire
invece di rinascere, sono fatta così,
questi sono i miei limiti e le mie pene.
Mancano pochi giorni al tuo arrivo e
sembrano infiniti, scorrono lenti,
come i rivoli d'acqua d'un ghiacciaio perenne.
Devo smettere di giocare con la sorte
e dirti quello che penso,
ma poi non lo faccio e tutto scorre lo stesso.
Devo credere di poter metter piede
in terre che erano nemiche
con un altro volto, un'altra faccia,
da domani sì, lo posso fare.
Elisa Ranica
Composta mercoledì 13 luglio 2016
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    Che questa notte mi porti lontana da me
    e vicina alle tue salde braccia,
    che le mie paure siano cancellate dal sonno
    e dal silenzio del mondo.
    Mentre la città vive di sé,
    io mi nascondo nell'ebbrezza delle parole non dette,
    dei sogni facili e ossessivi.
    Come sarebbe facile incontrarsi
    in una sera d'estate,
    fragili, inespressi eppure vivi.
    Ll mondo non accenna a fermarsi
    ma io non proseguo al buio,
    preferisco attendere una mattina nuova,
    che mi dia il senso dell'essere in piedi,
    dello stare in bilico fra i mondi paralleli
    che la gente costruisce continuamente.
    Io non so chi sono e non ti conosco,
    stanca delle cose quotidiane,
    cerco la follia, come fai tu.
    I risentimenti sono il mio pane
    e la mia distruzione
    non voglio che anche tu ne entri a far parte.
    Tu sei diverso nella mia mente
    e io sono quella musa che vai cercando
    per esprimere un cuore rigido.
    Ripensami ogni volta che puoi
    e sii sincero,
    sfuggi le vette facili e resta sobrio per me.
    Io sarò il tuo vino forte,
    la tua droga leggera,
    io, sola ed indifesa,
    posso ancora darti tutto quello che sei.
    Elisa Ranica
    Composta martedì 12 luglio 2016
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      Il mio essere scostante
      è la tua breccia nei tuoi pensieri,
      il mio volerti ancora
      è un sapore amaro,
      perché non posso trascinare da sola
      un carico troppo pesante,
      né lasciarmi avvolgere dalle tue ombre
      là al centro dei tuoi esili lamenti.
      Imparare a dimenticare è un'arte
      che pratico da sempre,
      fin dalle mie prime notti insonni
      e non ho intenzione di abbandonare
      questa vecchia abitudine,
      solo per un tuo passo esitante.
      Cosa diventeremo?
      Cosa siamo stati?
      Un intreccio di delusioni
      e affetto inconsolabile.
      Sto ridipingendo le porte delle mie stanze
      per sopravvivere e trovo soltanto
      vernice usata e logora.
      Combatto da sola?
      Una vera battaglia è stata la nostra,
      senza vincitori e colma di amarezza,
      come solo le peggiori parole sanno dare.
      Elisa Ranica
      Composta lunedì 11 luglio 2016
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        Tanto a lungo ho trattenuto il respiro
        e anelato all'arrivo proibito
        che la mia pelle si è fatta dura,
        e i miei sensi acuti.
        Così un sapore nuovo
        e gradito ha l'essenza di
        spazi aperti e liberi dal peso
        dei miei incubi torbidi.
        Non ti sogno perché ti vivo?
        Un bambino accarezza la sabbia
        e un ponte di cartapesta illuminato dal mare,
        un cielo rifrange il sole e la terra,
        Ogni segno mi riporta alla gratitudine
        che sento e alla tua droga di uomo.
        Non provo nulla di speciale
        ma è il silenzio a farmi paura
        quando mi addormento
        e non ti trovo
        Nemmeno il motivo migliore vino mi consola,
        nessun rimpianto mi tocca
        ma vorrei conoscere il futuro
        questo il mio peccato,
        la mia arroganza giovanile.
        Elisa Ranica
        Composta giovedì 30 giugno 2016
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          Faccio fatica a risvegliarmi alla vita
          Getto quello che non serve più e procedo
          Se un solo istante bastasse
          A rendere il cielo così azzurro
          E il mare così dolce
          Io lo afferrerei per farlo mio
          Se una sola parola
          Potesse squarciarmi il cuore
          Tu la penseresti per me
          Luminosa e squallida
          Come ogni cosa sa essere
          Viva e decadente nell'argilla
          Appena forgiata che so diventare per te,
          Nella solitudine dei miei canti
          Segreti, io imploro il tuo tempo,
          Vivo di gratitudine e di pezzi attaccati a se stessi in un unico ammaestrato dolore.
          Elisa Ranica
          Composta martedì 28 giugno 2016
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