Poesie di Elisa Ranica

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E ti aspetto ogni giorno
e so che non dovrei starci nell'attesa
invasa dalla tua arida invitante offerta d'amore
E ti aspetto sulla soglia del mio essere
come fa il cane per il padrone amato
senza sapere quando verrà a casa
E ti attendo nell'ombra dei miei pensieri,
stanchi di confrontarsi col mondo
e troppo giovani per dimenticare uno sguardo.
Arriverai quando avrò smesso questo gioco affannoso e il mio silenzio combacerà col tuo volto sconosciuto.
Ti troverò esitante e senza allegria,
forse stanco dopo una lunga giornata
o eccitato all'idea di me.
Conoscerai il mio sapore e allungherò una mano per afferrarti con forza e farti mio.
Nel frattempo avrò abbandonato l'idea di te e quasi non ti riconoscerò, perché sono fragile nella mia tristezza e troppo presto mi hai fatto delle domande, calibrate, pesanti.
Un soffio d'aria non basta a delineare un uomo,
ma il mio respiro è già nel tuo.
Elisa Ranica
Composta giovedì 21 luglio 2016
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    Non fingo di avere dimenticato
    perché le emozioni mi abbracciano e
    mi distendono le ferite aperte.
    Se provassi ad ascoltare il mio istinto
    fuggirei lontano da lui per cadere
    nei tuoi sogni più profondi,
    e aspetterei tutta la vita in uno strazio
    incantevole ma sfuggente.
    Cosa devo fare per non sentire
    le tue mani nelle mie iniezioni di fiducia?
    Mi lascerò cadere solo per un istante
    per poi tornare a respirare come
    mi hai insegnato tu e riporterò
    il brivido nelle tue giornate peggiori
    e l'amore in quelle incoerenti.
    Ti penso anche se non mi piace,
    getterò un grido per te e mi dondolerò
    nelle risposte mancate.
    Sei una solitudine rara
    di quelle che desiderano il vento nei capelli,
    di quelle che sanno amare.
    Elisa Ranica
    Composta mercoledì 27 luglio 2016
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      Sei impazzito di dolore per avermi persa,
      ti scudi dietro una vita di menzogne e risse di parole assordanti.
      Quello che vedo è lucidità estrema
      in un volto di ragazzo,
      quello che sento è pura follia
      e io che ti vorrei vicino
      non so come muovermi
      non so come fare per farti capire
      che il dolore si affronta e non si maschera
      nelle bugie e nel disprezzo della vita.
      Giovane uomo io ti penso con amara tristezza
      e che il risveglio ti renda più vicino a te stesso
      e meno alla smania di potere e pazzia.
      Quelli come te devono usare la notte per vincere gli incubi del giorno
      e sfruttare gli altri per sentirsi forti.
      Come posso ancora starti accanto
      in un universo di mancata saggezza e rancore?
      Voglio liberare la mia pelle dal tuo odore
      e desidero che il mio cuore imprigionato
      trovi la sua strada, feroce, sanguinosa
      ma vera.
      Come potrei nascondermi ancora una volta?
      Dove trovare riparo dalla dolcezza del tuo abbraccio?
      Ti auguro di capire quello che senti realmente,
      quel desiderio di me che fa stringere le mascelle
      e contrarre il mondo.
      Devi aprire il tuo orrore e non buttartici dentro,
      scegliendo quel punto luminoso
      che ti dia pace.
      Elisa Ranica
      Composta martedì 26 luglio 2016
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        Non ti cerco più la notte
        non ti penso più il giorno
        deliro senza pensare a te,
        gioisco dell'amicizia e del buon vino.
        Sì, sono decisa nei miei indugi,
        ti tornerò a cercare in un altro tempo,
        quando le mie connessioni saranno stabili e luminose.
        Ho già costruito un mondo
        e ti ho rivestito di essenze,
        ma non conosco la realtà,
        soltanto la materia che percepisco a mani nude.
        Voglio immergermi di nuovo
        in quell'acqua fredda che mi dà sollievo
        e parlare con la gente senza rabbia,
        con un velo di delicato pudore
        e pochi pensieri.
        Ti conosco troppo bene per non avere paura
        e così poco per rinunciare.
        Elisa Ranica
        Composta lunedì 18 luglio 2016
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          Ti tengo stretto a me
          come soltanto io oso fare
          e non lascio scorrere la tua paura
          sui miei seni,
          per restare a terra ancora un po'
          non ho bisogno di parole.
          Ho deciso di intrattenere il mio fiato
          lungo il sentiero più arguto
          e le strettoie d'argilla.
          Posso sentirti amare
          e conosco i tuoi dubbi a memoria,
          ma so chi siamo.
          Qualche nube chiama la tempesta
          e il cielo si annichilisce per farci spazio.
          In questi tempi fragili,
          io penso e mi faccio male.
          Nessun desiderio si presenta senza
          il debito dell'assenza.
          Elisa Ranica
          Composta mercoledì 13 luglio 2016
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