Scritta da: Ciro Orsi

Fiume

Scorrono lente le acque del fiume
tra le luci riflesse del ponte
sempre uguali eppure diverse
scivolano verso il mare
come docili figli di sera
sui propri passi di ritorno.
Nel vostro bagliore
colorate di storia
l'oscurità della notte,
scintillii di gioie inesistenti,
raggi illusori di un chiarore inesistente,
false parvenze di realtà
mi offrite i colori del cielo
trasparenti di luci mistificatrici
miste a stelle lontane e misteriose
nell'abisso del tempo
che è morte.
Quelle acque importanti
scorrevano amate
in un mondo temuto
dopo la tristezza e la paura
per lavare via tutto
e dimenticare.
Ciro Orsi
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    Scritta da: Ciro Orsi

    Profumi

    Il profumo dei fiori d'arancio
    si arrampicava con noi
    tra i tralci della vecchia vite
    nel gioco preferito
    di scendere e salire
    tra il giardino e il terrazzo
    ombreggiato dalla pergola di vite
    a far da cielo
    alla nostra ebbrezza innocente.
    Il sapore proibito
    dell'uva ancora verde
    prima che il sole la maturi
    in chicchi d'uva nera,
    Il gusto zuccherino
    delle amarene poste a macerare
    nello spirito nei vasetti al sole
    e calarne con metodo il livello
    sino al punto di non
    destar sospetti sui prematuri
    succulenti assaggi.
    Il profumo dell'incenso
    nella brace di una lattina sforacchiata
    ci avvolgeva quando dicevamo messa
    e poi andavamo in processione dal terrazzo
    lungo il corridoio di casa
    e giù per le scale sino all'ultima
    casa del cortile,
    oppure ci serviva a tener
    lontano il malocchio dalle case
    agitando nell'aria l'incensiere
    nel gioco occulto
    del sacro e del profano.
    Ciro Orsi
    Composta sabato 23 febbraio 2013
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      Scritta da: Ciro Orsi

      Segnali deboli

      Dietro l'aspetto mite e malinconico
      dell'intellettuale distaccato
      era un solido uomo di potere.
      Le sue parole erano di antica scuola
      raffinate, avvolgenti, calibrate
      e forgiate in codici sofisti
      da piegare amici ed avversari
      nel duttile gioco del potere.
      Tra gli amici era il migliore
      nel proteggere la casa,
      a far quadrato agli avversari
      e leggere i deboli segnali
      del confuso contesto locale.
      Per questo immaginò per sé
      e per gli amici
      nuove ed ardite alleanze
      con gli avversari di ieri
      e formulò ardite geometrie politiche
      per una più lucrosa
      spartizione del potere.
      Lo fermò il fuoco dei brigatisti rossi:
      cinque agenti della scorta annientati
      sotto i suoi occhi,
      e lui, rapito, incappucciato
      trasportato nella "prigione del popolo"
      processato e condannato a morte.
      L'uomo lasciato al proprio destino
      anche in quella estrema afflizione
      chiese agli amici
      con lucido pensiero
      un segnale seppure debole
      e problematico,
      per costruire una fragile
      intesa con i nemici,
      al fine di ottenerne la libertà.
      Un lessico piano e familiare
      appariva agli amici
      come scandalo, cedimento,
      segno della costrizione
      dell'uomo ridotto prigioniero,
      chiudendo alla speranza
      ogni ragione umanitaria.
      E finì come doveva.
      Umanissima si levò l'invettiva
      contro gli amici di un tempo,
      diffidati dall'essere presenti
      ai suoi funerali
      e maledetti per sempre
      per la propria inerzia impotente
      celata dietro un'ipocrita fermezza.
      Ciro Orsi
      Composta mercoledì 10 maggio 1989
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        Scritta da: Ciro Orsi

        Risveglio

        Il sole mi accarezza
        al suo primo apparire
        fuggono in fretta le ore
        fredde della notte
        riprende la vita al risveglio.
        Voci, rumori, suoni familiari
        tutto è consueto,
        ogni cosa al suo posto,
        il gatto mi guarda dal vetro
        e controlla le mie mosse,
        non manca niente,
        oggi come ieri sembra
        un copione già scritto.
        Cosa sarebbe il risveglio
        se ogni giorno
        tu non sentissi dentro
        questa impressione di eterno?
        Ciro Orsi
        Composta mercoledì 20 aprile 1966
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          Scritta da: Ciro Orsi

          Mare

          Si distende sereno il mare
          lontano nella linea d'orizzonte
          si confonde all'azzurro del cielo,
          non ruggisce l'onda
          ma pigra con molle sciacquio
          accarezza l'arida sabbia
          che ieri, con gravida onda,
          ha percosso furioso per ore.
          Mi avvicino alla riva
          a toccare quelle acque
          che piano ricoprono
          le impronte dei passi
          a lavare tutto e dimenticare
          ogni attimo di un incontro
          senza ieri e senza domani.
          Quando è stato?
          Possibile che sia tutto finito?
          L'onda del mare
          è ingannevole amante
          e dispone a capriccio, per caso,
          momenti di placide armonie
          comprese tra cielo e terra infiniti
          e devastanti colpi improvvisi
          che chiudono la vista
          d'ogni possibile orizzonte.
          Ciro Orsi
          Composta sabato 2 aprile 1966
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