Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Un Fiore

Ti regalo un fiore per ogni promessa mantenuta
per ogni esperienza con te condivisa e vissuta
Un fiore per ogni desiderio esaudito
per tutte le volte che al volo mi hai capito
Un fiore per tutte le volte che mi hai perdonato
per ogni sole che mi hai regalato
Un fiore per ogni tuo gesto spassionato
per ogni incomprensione che hai gettato nel passato
Un fiore per ogni tua lacrima asciugatasi in fretta
per il tuo modo semplice di essere perfetta
Un fiore per non farti mai dimenticare
che basta un tramonto e uno scorcio di mare
e un fiore al momento giusto tra le tue mani
per rendere unico il nostro domani.
Carlo Peparello
Composta domenica 19 luglio 2009
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Ogni giorno

    Non descrivere quello che provi
    Non mostrare quello che trovi
    Non venderti se non sai quanto vali
    Non cercare la panacea a tutti i mali
    Non credere alle cose scritte
    Tira fuori le parole non dette
    Evita di scivolare sul banale
    Non aver paura dell'ignoto
    Non rimpiangerti in una foto
    Immagina e costruisci
    Superati e stupisci
    Aggrappati alla tua voglia
    Non voltarti e oltrepassa la soglia
    Il coraggio fa parte di te
    Scaccia ogni ma e ogni se
    La logica non sempre è maestra
    ma una insipida e fredda minestra
    Azzarda anche l'anima se lo vuoi
    Zittisci chi dice che non puoi
    Non hai padroni ma vecchie catene
    basta rivivere vecchie scene
    Dipingi ogni alba con nuovi colori
    Ogni giorno è la stagione degli amori.
    Carlo Peparello
    Composta venerdì 10 luglio 2009
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      Scritta da: Carlo Peparello
      E non guardà sempre le caviglie
      o te prendono le voglie
      Lascia sta la distinta signora
      che il tuo ormone non l'ignora
      la ventenne procace e paracula te fa male
      vertigine, sudorazione e la pressione che sale
      lascia perde la roscetta
      c'è la mora che non aspetta
      e non te voltà a guardà la bionda
      davanti cè la negretta del Ruanda
      Te manca solo la cinese pe completà la collezione
      ma n'te ricordi la spagnola a letto che lezione?
      Scordate la nordica de vienna
      pe na botta quella te se spenna
      Per non parlà della soda cubana
      le chiappe je sonavano come na campana
      Hao non te basta mai
      ma n'altro interesse ce l'hai
      Possibile che non pensi ad altro
      Ma te credi tanto scaltro?
      Aricordate che sei solo no strumento
      La donna si stende e te la mostra
      ma è sempre lei che guida la giostra
      è ora che metti la testa a posto
      e non te vantà de avello sempre tosto
      te potrebbe capità molto presto
      che penzola da n'invisibile capestro
      allora si che hai finito de giocà
      e il solitario te dovrà da bastà!
      Carlo Peparello
      Composta lunedì 6 luglio 2009
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Momento

        È la sorpresa di un sospiro improvviso
        di uno sguardo che si incrocia
        di un pensiero assillante che forma quel viso
        forse una banale fantasia me ne rendo conto
        da invasato lo prego e lo bramo, come un sacro culto
        ma l'inatteso momento che arriva alle spalle
        che ti pietrifica, scuote e ti solletica la pelle
        preda di spasmi d'argento che rischiarano
        burattino legato a mani invisibili che giocano
        ti senti vittima fortunata se colpito al cuore
        passi dal disorientamento al furore
        tutto si dirada ed entra una luce nuova
        ti sradica dal buio e subito ti rincuora
        mille energie da dedicare a una carezza
        in attesa di un gesto come dolce brezza
        chiuderò gli occhi ma ti vedrò lo stesso
        questo momento non capita spesso.
        Carlo Peparello
        Composta sabato 13 giugno 2009
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Essere

          Non ci tengo ad ostentare
          Quello che non mi appartiene
          Ho ancora tanto da dimostrare
          e prendo la vita come viene
          Chiamo lezione ogni mio passo falso
          Impreco ma poi rido e mi rialzo
          Non sono mai fiero di me stesso
          Posso fare di più e lo penso spesso
          Ma l'onestà la metto sempre davanti
          La chiamano maleducazione i ben pensanti
          Io la chiamo semplicemente schiettezza
          è anch'essa una virtù ne ho la certezza
          La verità fa male se troppo nascosta
          Io vado dritto, i sinonimi son cosa vostra
          Le metafore condiscono il testo
          Ma si dimenticano così presto
          Elaborate poco i vostri pensieri
          Così saranno sempre di oggi e non di ieri.
          Carlo Peparello
          Composta giovedì 11 giugno 2009
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