Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Quello che non è

Le speranze che non hanno avuto vita
sono le parole che mi sono morte dentro
Il ritmo convulso di chi cammina a vuoto
Istinto di mera conservazione
Aiutare chi sta peggio per sentirsi meglio
Non per convivere col sipario calato
Non per illuminare un tramonto mai nato
Suggellare l'incostanza del fanciullo mai domo
Raccogliere quel seme nutrito dal vento
appassire senza la poesia dell'autunno
Non imbrigliare ideali ruggenti senza gambe
Stringo i denti come se dovessi strapparmi l'anima
suturando le ferite con grumi di stelle
è un modo come un altro per far parte del nulla
Un abbraccio invisibile di ciò che ero e che non sarò più.
Carlo Peparello
Composta domenica 31 gennaio 2010
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Ultima fermata

    Rimarrò immobile ad aspettare un treno che non passa più da anni,
    da quando i colori hanno invaso i ricordi di carta.
    Guarderò i binari incastonati nel grigio livellato,
    chiedendomi cosa hanno visto.
    Mi guarderò bene dal voltarmi per scrutare addii morti nel ricordo,
    domandandomi quanta gente è partita sapendo di non tornare
    o di non trovare nessuno ad attenderli.
    Seguirò i sussurri del vento sperando che strappino le mie radici da questo tripudio di stanca ossessione. Non mi muoverò di un passo senza la speranza di un rifugio, dove mettere a letto il mio domani.
    Carlo Peparello
    Composta lunedì 1 febbraio 2010
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Lisboa

      Lisbona attendeva che i tuoi occhi si aprissero
      Le Docas salutavano l'albeggio grondanti caos
      Anche l'ultimo vicolo del bairro era abbandonato
      Scendesti gli ultimi scalini inamidati di rugiada
      i ciottoli levigati da passi dimenticati
      quale dedalo avrebbe accolto il tuo cammino
      Facce straniere d'enigmatica indifferenza
      Lisbona come un silente calderone
      atavico abbraccio di circostanza
      Ondeggiava il veliero rimesso a nuovo
      e il tram sbilenco seguiva il verme d'asfalto
      Qualcuno stava già impregnando l'aria di aglio
      e tu ti sistemavi alla buona la sacca sulle spalle
      presto per una birra e tardi per un sospiro
      Il giorno a Lisbona non aspettava rimpianti.
      Carlo Peparello
      Composta mercoledì 20 gennaio 2010
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Reprimordi

        Frenare non serve
        la strada scricchiola
        Mi sto perdendo nell'inerzia
        La polvere non da fastidio e non bestemmierò
        Non darò la colpa al freddo
        l'indifferenza generale mi stimola
        Anche tu non guardarmi
        Ti ricordi qualcosa di me
        Sono un frangiflutti di peccati veniali
        di corroboranti ferite aperte
        Sono i vostri errori rilegati sulla mia schiena
        Imparate a camminare e poi a dare calci
        Vi capirò e sosterrò il vostro sforzo
        manica scucita di anime stronze
        Soffiatemi via assieme alle foglie morte
        Non chiedo di meglio che sfumare alla vista.
        Carlo Peparello
        Composta martedì 19 gennaio 2010
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Spettatore

          Nessun vicolo cieco per il bieco osservatore
          Sa dove scavare tra anime marcescenti
          Nascosto nel buio oltre il disco del lampione
          Ammicca come un gatto randagio
          Se quel vicolo potesse ingoiare ombre e bidoni
          Teatro inerte di accoppiamenti fugaci
          Che strenua lotta tra pedone e scacchiera
          Al diavolo le regole, sono vivo fino a domani
          All'alba non mi troverai tra i dimenticati
          Starò compiendo nuovi passi all'ombra del ponte
          Solo da far schifo ma con due dita di Gin
          e note che si perdono in un timido eco
          accompagnandomi senza mancia assicurata
          Svegliatevi presto io non vi aspetto
          Sono una distorsione e non v'appartengo.
          Carlo Peparello
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