Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Rivoluzione

Mi sento rilegato tra pagine di vita vissuta da altri
Voglio bruciare e portare con me storie tutte uguali
Brillare come una mina dimenticata
e meravigliarmi del potenziale distruttivo

Vivo per dare un senso a me stesso ma non solo
Non c'è significato alcuno se l'illuminazione
tocca solo chi fa nascere la scintilla
c'è male e ipocrisia e non è giusto
che l'anonimo pensatore l'accetti inerme

Non è giusto che la giustizia non abbia ambasciatore
è un tempo che racchiude tempi sprecati
Un filo comune che ci lega come salami inermi
Basta! Un piede avanzi e dia il tempo
sicuro che i leoni sono solo addormentati

Chi ha sbagliato con cupidigia
si rimetta all'esasperato aggressore

Le parole sproneranno e l'azione segni la giusta fine.
Carlo Peparello
Composta mercoledì 17 febbraio 2010
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Quello che non è

    Le speranze che non hanno avuto vita
    sono le parole che mi sono morte dentro
    Il ritmo convulso di chi cammina a vuoto
    Istinto di mera conservazione
    Aiutare chi sta peggio per sentirsi meglio
    Non per convivere col sipario calato
    Non per illuminare un tramonto mai nato
    Suggellare l'incostanza del fanciullo mai domo
    Raccogliere quel seme nutrito dal vento
    appassire senza la poesia dell'autunno
    Non imbrigliare ideali ruggenti senza gambe
    Stringo i denti come se dovessi strapparmi l'anima
    suturando le ferite con grumi di stelle
    è un modo come un altro per far parte del nulla
    Un abbraccio invisibile di ciò che ero e che non sarò più.
    Carlo Peparello
    Composta domenica 31 gennaio 2010
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Ultima fermata

      Rimarrò immobile ad aspettare un treno che non passa più da anni,
      da quando i colori hanno invaso i ricordi di carta.
      Guarderò i binari incastonati nel grigio livellato,
      chiedendomi cosa hanno visto.
      Mi guarderò bene dal voltarmi per scrutare addii morti nel ricordo,
      domandandomi quanta gente è partita sapendo di non tornare
      o di non trovare nessuno ad attenderli.
      Seguirò i sussurri del vento sperando che strappino le mie radici da questo tripudio di stanca ossessione. Non mi muoverò di un passo senza la speranza di un rifugio, dove mettere a letto il mio domani.
      Carlo Peparello
      Composta lunedì 1 febbraio 2010
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Lisboa

        Lisbona attendeva che i tuoi occhi si aprissero
        Le Docas salutavano l'albeggio grondanti caos
        Anche l'ultimo vicolo del bairro era abbandonato
        Scendesti gli ultimi scalini inamidati di rugiada
        i ciottoli levigati da passi dimenticati
        quale dedalo avrebbe accolto il tuo cammino
        Facce straniere d'enigmatica indifferenza
        Lisbona come un silente calderone
        atavico abbraccio di circostanza
        Ondeggiava il veliero rimesso a nuovo
        e il tram sbilenco seguiva il verme d'asfalto
        Qualcuno stava già impregnando l'aria di aglio
        e tu ti sistemavi alla buona la sacca sulle spalle
        presto per una birra e tardi per un sospiro
        Il giorno a Lisbona non aspettava rimpianti.
        Carlo Peparello
        Composta mercoledì 20 gennaio 2010
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Reprimordi

          Frenare non serve
          la strada scricchiola
          Mi sto perdendo nell'inerzia
          La polvere non da fastidio e non bestemmierò
          Non darò la colpa al freddo
          l'indifferenza generale mi stimola
          Anche tu non guardarmi
          Ti ricordi qualcosa di me
          Sono un frangiflutti di peccati veniali
          di corroboranti ferite aperte
          Sono i vostri errori rilegati sulla mia schiena
          Imparate a camminare e poi a dare calci
          Vi capirò e sosterrò il vostro sforzo
          manica scucita di anime stronze
          Soffiatemi via assieme alle foglie morte
          Non chiedo di meglio che sfumare alla vista.
          Carlo Peparello
          Composta martedì 19 gennaio 2010
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