Scritta da: Antonio Recanatini

Dimmi

Dimmi dove sei diretta o dimmi ancora
dove siamo diretti e poi dimmi quanti
baci dovrò darti per far tornare il sorriso
Prima che quel velo amaro ristagni
dimmi che ballo vorrai fare, io sono qui.
Da lassù provengono le nuvole e allora
dimmi dove potremo ripararci ancora,
dimmi quante volte mi hai sognato,
dimmi quanti pianti hai versato e
ancora dimmi se la notte dormi,
ma continua a ballare con me.
Sto virando verso mete immense,
sto deviando il senso di marcia
quindi dimmi se mi sorreggerai
se qualche volta sarò distratto,
se qualche volta non potrò ascoltare.
Vorrei sempre girarmi ed incontrarti
non guarderemo la cima ma il passaggio,
non guarderemo i confini ma l'essenza
veglieremo ogni passione nella notte
perché per tutto il giorno vorrei
ascoltarti e sempre ballare con te.
Dimmi quando arriverai perché
verrò ad accoglierti in tutti i luoghi
mia laconica incertezza.
Antonio Recanatini
Composta giovedì 13 gennaio 2000
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Dimmi

    Dimmi dove sei diretta o dimmi ancora
    dove siamo diretti e poi dimmi quanti
    baci dovrò darti per far tornare il sorriso
    Prima che quel velo amaro ristagni
    dimmi che ballo vorrai fare, io sono qui.
    Da lassù provengono le nuvole e allora
    dimmi dove potremo ripararci ancora,
    dimmi quante volte mi hai sognato,
    dimmi quanti pianti hai versato e
    ancora dimmi se la notte dormi,
    ma continua a ballare con me.
    Sto virando verso mete immense,
    sto deviando il senso di marcia
    quindi dimmi se mi sorreggerai
    se qualche volta sarò distratto,
    se qualche volta non potrò ascoltare.
    Vorrei sempre girarmi ed incontrarti
    non guarderemo la cima ma il passaggio,
    non guarderemo i confini ma l'essenza
    veglieremo ogni passione nella notte
    perché per tutto il giorno vorrei
    ascoltarti e sempre ballare con te.
    Dimmi quando arriverai perché
    verrò ad accoglierti in tutti i luoghi
    mia laconica incertezza.
    Antonio Recanatini
    Composta venerdì 10 dicembre 2010
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Giorni e giorni

      Ci sono giorni che
      non si possono raccontare
      perché il sogno ha sottratto
      vita alla realtà.
      Ci sono giorni che non
      si possono raccontare
      perché ogni passo è contraddistinto
      dall'impossibilità del volo.
      Ci sono giorno bastardi
      destinati
      alla discesa perché
      il volo è compiuto
      ogni cosa
      ha un valore inconsueto
      inutile, superfluo e inefficace.
      Ci sono giorni in cui vivere
      non è un desiderato destino e
      chiudere gli occhi è un modo
      per non ammirare.
      Ci sono giorni in cui i pennelli
      non riescono a dipingere
      uomini senza tempo.
      Ci sono giorni in cui
      la corsa non ha ostacoli
      e ogni pericolo è superato
      prima di essere notato.
      Ci sono giorni che non si
      possono raccontare
      perché hanno tolto vigore
      al tormento.
      Antonio Recanatini
      Composta mercoledì 14 gennaio 2009
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Il mio paese, la mia tragedia

        Colline, montagne e
        spiagge ridicole e
        abbietti sulla scena,
        tanto meno paese,
        tanto meno nazione
        ma di certo
        un putrido misfatto irrisolto.
        Un attentato alla civiltà e
        imbiancato
        da vesti sacerdotali
        con turpi tappeti
        a copertura
        di squallidi e
        convulsi trattati.
        Un sangue acido e corrosivo
        tra Europa e Africa,
        armata e
        mai e poi mai
        distinta in evoluzione.
        Lasciarti è dovere
        per chi ama,
        lasciarti è il giusto rimedio
        per non incontrarti più e sola
        e funebre
        tra briganti collusi
        e oscurantismo assicurato
        per memoria e cultura.
        Un popolo assetato
        di giustizia ma
        imprigionato e manipolato
        da contrabbandieri
        della verità e
        della passione venduta
        per un posto dove il sole non arde.
        Non servi a te,
        non servi al tempo
        che una rivolta possa
        colpirti di notte
        e ritornare
        a splendere come stella
        nell'universo che
        ti ha scordato.
        Il mio paese è la mia tragedia.
        Antonio Recanatini
        Composta lunedì 3 gennaio 2011
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