Le migliori poesie di Antonio Prencipe

Studente, nato sabato 29 giugno 1991 a Mattinata Prov. FG (Gargano) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Antonio Prencipe

Dio non c'è e lo ringrazio

Dio non c'è e lo ringrazio.
Se fosse sua la mano che muove
i proiettili,
il sordo odio che muove
le guerre,
la sua vanagloria vestita
di seta che guida l'odio
verso le minoranze.
Ho cambiato vene,
ed ero così solo.
La vita non è dei poeti,
di quelli senza Dio come il mio cuore,
degli artisti,
dei pazzi con l'anima annegata
negli occhi di chi ascolta e non osserva,
dal cuore consumato.
La vita appartiene ai mediocri,
ai credenti,
ai poveri Cristi rimasti sulla croce
a cercare dentro le spine un senso
da dare alla propria ridente solitudine,
a quelli che aspettano le carezze dei preti
sul letto di morte.
E si ritrovano in quattro pezzi di legno
con le dita distorte,
vermi e muschio nelle corde vocali
a divorare il respiro.
Se ci fosse un Dio le lacrime
avrebbero lo stesso odore del vino.
Se Dio esistesse quelli come me
non passerebbero il resto
della propria vita fingendosi vivi.
Dio non c'è e lo ringrazio.
Dio non c'è
ed io capace di dimenticare
ho cambiato sangue per non morire
cucendo alla mia anima un po' di notte.
Antonio Prencipe
Composta mercoledì 5 aprile 2017
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    Scritta da: Antonio Prencipe

    Nel cielo cerco ancora te

    La verità è che siamo tutti
    dei cuori... spezzati
    dall'abitudine che è
    una scelta.
    Il pianoforte si scatena,
    suona melodie Rock che devastano
    i pavimenti e lasciano crollare
    le mura dei cimiteri senza anime.
    Mi hai fatto una promessa.
    "Non ti lascerò mai solo in questa
    guerra fredda che è la Vita,
    se mai ti lascerò a farti compagnia
    ci sarà il mio Ti Amo".
    Così dicevi ed io sul mio braccio
    ho tatuato il nostro
    punto interrogativo.
    Non c'è...
    Non c'è nemmeno un Ti Amo
    che m'accarezza la pelle
    e le paure tempestose e acute
    che ora come ora lasciano tremare
    le mie mani assenti nel presente.
    Un grande amore non si dimentica,
    si piange tutti i fottutissimi giorni
    sdraiati sui letti tremando
    e sospirando assieme al freddo
    sofferto sopratutto nei giorni
    caldi d'agosto...
    Il tuo egoismo,
    l'egoismo di quel gesto atroce
    ha tolto il fiato
    perfino alla mia coscienza che sola,
    poggiata al palo in penombra
    della luce gridava come una pazza:
    "Addio Cuore Bastardo".
    I nostri amici parlano ancora di noi...
    E ormai noi ci siamo divisi per Sempre...
    Per Sempre soli nell'immensità
    di un sogno.
    Nella fobia di un orgasmo mancato.
    Chissà come stai lì
    sicuramente in mezzo alla neve
    e alle stelle immobile fumerai
    quella marlboro maledetta.
    Ogni tanto fuori sembra che piova
    e invece ora so...
    So che sei tu che cerchi di farmi
    alzare lo sguardo in cielo
    e così finalmente vicini.
    Occhi negli occhi infranti nei cristalli.
    Antonio Prencipe
    Composta domenica 6 novembre 2011
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      Scritta da: Antonio Prencipe

      Maledetto giorno perso nel frastuono di un tuono

      Io non ho mai amato la vita
      e forse mai l'amerò
      e forse è proprio per questo
      che di notte scrivo...
      Non ho chiesto io di nascere.
      Non ho implorato io quello stronzo
      chiamato destino, non gli ho chiesto
      di stare qua a farti, a farmi male.
      Però ci sono dentro
      e comunque vada sono qua
      e non so se ne vale la pena o no
      comunque andrà anche se dovrò
      sputare in faccia all'inferno
      io ti saluto
      Maledetto giorno perso
      nel frastuono di un tuono.
      Ora sono qui...
      Stringimi le mani,
      ora più che mai non lasciarle.
      Sono alla porta e due scelte
      mi toccano l'anima...
      Sono armato: ho la pistola carica
      e la verità disarmata ora tocca
      al cielo mostrare le sue armi.
      La paura di morire non mi è mai
      venuta a cercare,
      sono io che molte volte la cercavo
      per potermi sentire umano.
      Ero sveglio e avevo sonno.
      Dormivo e avevo voglia di vivere.
      Non m'importa più cercarti un nome
      voglio solo ammazzarti ma so
      che non riuscirò mai a farlo
      perché resti la parte incompresa
      di me stesso.
      Ho sterilizzato l'aria di piombo
      che avvolgeva questa stanza.
      Affogato i silenzi nel fuoco
      che bruciava la plastica
      del puttanaio qui vicino.
      Cancellato la disperazione dai letti
      gonfi d'odio, stuprati dai
      corpi astemi sui lenzuoli opachi, sporchi.
      Ho dipinto il buio con la ruggine
      che a fiumi grondava dai miei occhi.
      Sprofonda nel sottosuolo chiamato tormento.
      Addio forse per non morire
      Maledetto giorno perso
      nel frastuono di un tuono.
      Antonio Prencipe
      Composta giovedì 10 novembre 2011
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        Scritta da: Antonio Prencipe

        Anime di diamante acerbe

        Bisogna sapere fingere per poter
        imparare ad essere felici...
        Nella mia adolescenza parole mozzate
        pesanti come il piombo.
        M'incammino alla ricerca d'umanità
        con la testa chinata, calpestata
        dai commenti delle gente
        sul mio corpo sporchi.
        Come può un padre offendere un figlio.
        I figli sono il frutto dell'egoismo
        di due persone che non pensano
        al futuro ma solo alla loro voglia d'amare.
        I figli sono le chiavi del tormento
        quelle che aprono i respiri
        affannosi del dolore...
        Ci raccoglieremo da terra perché
        si deve andare avanti e lo si fa
        per gli altri mai per noi stessi.
        Delle volte i figli non sono altro
        che il risultato acerbo di uno sbaglio
        costretto a trasformarsi in amore...
        Nato già tradito...
        Mi acclamavano mille poesie vendute
        all'odio per sentirsi un po' più amati.
        Questa casa puttana ha nascosto
        i colori della felicità a noi stessi...
        Donai il cuore ed ebbi in cambio
        un po di solitudine da accarezzare.
        Regalai il mio corpo ed ebbi in cambio
        un'anima che non sapeva cosa volevo io...
        Ebbi in cambio i soldi serviti a comprare
        una storia finita su un letto amaro.
        Stare nella merda e sentire
        l'odore di verità pugnalare il viso
        tenuto stretto fra le mani spoglie di fantasia.
        Il destino morsicato...
        Allontanare ancora una volta la provvidenza
        che ci tiene appesi come marionette
        sostenute da ipocriti fili argentati.
        Noi figli ci sentiamo soli
        tra una guerra e un insulto...
        La voce di una psicopatica forse potrà
        far crollare il muro d'egoismo che ci circonda.
        Siamo sempre più niente noi figli...
        Non abbiamo più viaggi da ricordare
        al mondo se no quell'ultimo
        bacio su quel fiume dimenticato da noi
        con quell'anima di diamante
        scomparsa lì accanto ai sogni.
        Antonio Prencipe
        Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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          Scritta da: Antonio Prencipe

          Quella stella che mi è stata portata via

          Quel giorno
          m'affacciai alla finestra
          osservai il cielo
          e mentre fumavo la mia marlboro
          vidi il tuo viso immerso nel cielo,
          era accanto a quella stella,
          quella stella che un giorno veneravamo
          e desideravamo
          e che senza far rumore ti portò via dalla vita mia
          e mentre il fumo della mia marlboro
          cercava di sfiorare il cielo
          una lacrima s'appoggiava nell'infinito
          e lentamente terrorizzava il paradiso,
          Mentre la mia marlboro
          si consumava tra le mie mani
          la luna lasciava cadere
          i suoi sogni e suoi desideri
          e senza dire nulla coccolava
          il mio dolce amore per te,
          Ora quell'amore s'appoggia
          sul mare e non affoga perché
          come salvagente c'è la mia anima,
          Quanti treni sono passati
          Quanti treni passeranno
          Quanti treni ho desiderato
          e Quanti treni ho rincorso
          Forse arriverà quel treno
          che finalmente mi portare
          da quella stella
          che il destino mi ha portato via.
          Antonio Prencipe
          Composta martedì 28 settembre 2010
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