Scritta da: Silvana Stremiz
Mi serve per mangiare
la uso per lavarmi,
tant'altro posso fare
cos'altro può servirmi?

Il saggio riflettendo
alla risposta arguta,
pensò che a questo mondo
questa è cosa saputa!

Lui domandò di nuovo
a te ti basta questo ?
Risponderti io provo
anche se non son lesto.

Cosa devo cercare
nella vita di bello,
io mi so accontentare
mi sento un menestrello.

Il saggio ripensò
alla sua vita intera,
infine meditò
che era cosa vera.

Tutti in vita cerchiamo
solo cose venali,
però non ci accorgiamo
di quanto son banali!

Cercando la morale
di questa storia corta,
che per non viver male
accontentarsi importa!!
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Aspetta! Non andare via, voltati

    Uno sparo,
    il volto sfregiato, la notte
    calata tra noi ragazzi, No!
    Aspetta!
    La notte ancora non c'è, sebbene sia vicina;
    Per ora è solo l'imbrunire...
    ma, tu continua a vivere;
    La tua giornata,
    quel percorso disegnato,
    ieri, sul muro della nostra stanza
    non apparteneva già al passato...
    esprimeva un tracciato
    di ciò, che sarebbe stato.
    Tu!
    l'incoscienza del futuro
    m'hai in quel momento abbracciato
    e, dato un bacio;
    mi hai inserito nel tuo dipinto,
    colorato fino all'inverosimile, quando
    poi, terminato con il tramonto
    l'hai firmato...
    e disteso su di un piano,
    nell'attesa, che il primo raggio di luce illuminasse
    i contorni di questa meravigliosa fotografia.
    Arcobaleno
    Ho camminato...
    Vento,
    Nell'aria fiori
    Tende su!
    Occhi aperti
    Lungo la mia strada.
    Lavori in corso
    Una società
    Metteva paletti,
    Poche luci
    Anime giù
    Una "A"
    Un alfabeto che comincia
    Questa strada di periferia.
    Braccia aperte
    Su!
    Arcobaleno:
    Colori dispersi
    Illuminano i persi
    Di tante menti deserte.
    Autunno
    Foglie gialle cadono
    Capelli bianchi nascono
    Fuori,
    L'autunno alle porte
    Bussa forte.
    La chioma dei capelli
    Dal vento smossa,
    Un giorno pieno di colore,
    Una notte è ¦scossa
    Di dolore;
    Il colore dei tuoi occhi
    I colori di un disegno
    Un dipinto, e
    In quel
    Mi sono intinto.
    Anonimo
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      Scritta da: Mela Favale
      Quando puoi chiamarlo amore?
      Quando senti la voce più dolce e leggera
      che ti entra dentro senza fermarsi;
      quando vedi due occhi che vorresti guardare per ore,
      incantata,
      ma la tua nemica più grande, la paura,
      ti concede solo qualche secondo;
      quando basta sentire il suo nome,
      che ha una forza maggiore di qualsiasi contatto;
      quando la tristezza può volare via senza tornare,
      se davanti ha un suo semplice sorriso;
      quando lui è vicino più di quanto tu possa sognare
      e un fuoco dentro di te non riesce a trovare acqua per placarsi;
      quando pensi che vorresti dargli un bacio
      che ancora non conosce.
      Questo penso sia l'amore:
      il sentimento più nobile e profondo,
      ma allo stesso tempo crudele e ingiusto,
      perché vede protagonisti coloro che,
      solamente per uno sguardo,
      darebbero ogni cosa posseggono.
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Paura di non essere ciò che vorrei
        nostalgia di me in un domani, lontano
        solitudine che riempie tutto ciò che è vano.

        Vorrei essere per un giorno chi non sono,
        altro me, libero da se stesso,
        libero da pretese, da attese,
        libero da quel senso di mancanza
        che strozza il fiato e incatena ogni speranza

        Che lacera i sogni e ce li semina intorno
        ci canta la strofa e mai il ritornello
        ci ricorda la vita, la realtà,
        e non ci regala mai un sorriso
        domani verrà, non oggi, aspetta, spera
        che la morte verrà...

        Ma noi chiediamo amore e non crudeltà,
        non arida saggezza, ma spensieratezza,
        senza dolore, senza passato,
        solo il futuro
        nel presente cambiato...

        E vivo, e mi dispero,
        solo, su questa terra che è grande
        immensa, lontana
        solo,
        per sempre...
        Anonimo
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          Mi avevate illusa,
          ho sofferto moltissimo,
          ma ho tirato avanti
          anche se stavo male;
          ora, sentendo
          che forse parlate male di me,
          non sto peggio.
          Anzi ho ancora più voglia
          di riprendermi, di farvela vedere
          e di godermi la vita
          in ogni sua sfumatura,
          in ogni suo angolo più nascosto.
          Questo lo devo a voi,
          sì proprio a voi,
          quelle persone
          che mi hanno ferito
          ma che allo stesso tempo
          mi hanno dato la forza
          di continuarmi a migliorarare,
          solo per rinfacciarvi
          tutto quello che mi avete fatto.
          È strana la vita:
          il giorno prima stai male
          a causa delle persone,
          mentre il giorno dopo
          vorresti proprio ringraziarle,
          per averti fatto spffrire,
          perché così facendo
          non si sono accorte
          che hanno svegliato in te
          quella grinta, quella forza
          che neanche tu pensavi
          di possedere.
          Vi devo proprio dire una cosa:
          Grazie per tutto.
          Anonimo
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