Scritta da: Silvana Stremiz

Nebbia

Finalmente è arrivata.
Dopo tanto attender finalmente è giunta da me.
Cara, Cara sorella, perché giungi così tardi?
Cosa ha frenato il tuo cammino da me e da tutti noi?
Come sempre
sei arrivata silenziosa e placida
fra le tenebre della fredda notte ti sei fatta strada risalendo dai fiumi e dalla terra.
Finalmente sei giunta Cara Sorella.
Da tanto attendevo il tuo arrivo.
Che mi racconti?
Che posti hai frequentato fino ad oggi?
Dove sei stata?
Sai Sorella io ho tanto desiderato vederti,
sentirti,
toccarti,
Avvolgermi nel tuo soffice abbraccio.
Finalmente sei giunta,
Ora dimmi per quanto tempo resterai?
O tra poche ore già te ne andrai??!
Cara Sorella
di cose da dirti ne ho!
E pure tante sai!!
Ma forse dopo tanto girovagare
oramai stanca sarai.
Io non ti voglio disturbare
e neppure, coi miei grattacapi, farti preoccupare.
Ora ti lascio solo riposare e se domani ancora ci sarai,
allora domani parleremo dei miei guai.
Buona notte Cara Sorella,
Che il tuo bianco abbraccio avvolga noi tutti,
me compresa.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    La notte sta scappando
    tra due montagne fa capolino
    la, ancora tenue luce del sole
    che già scocca i suoi dardi che vanno
    a trafiggere la quieta valle ancora nell'ombra assopita.
    Iniziano a risplendere
    prima sugli alti rami
    poi su quelli non alti
    le verdi foglie che
    danzando al ritmo muto dal vento
    sembrano chiamare
    tutta la foresta al risveglio.
    Ed ecco subito uscire
    come tanti cantanti
    i fringuelli dai nidi che
    al concerto della natura danno l'attacco.
    Non c'è spettatore ad assistere,
    solo un pescatore intento
    a pescare, fortuna vuole
    che assista al risveglio del mondo.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Ci sono ancora loro, strani individui,
      con l'anima più leggera
      di una nuvola,
      loro,
      i poeti ingarbugliati
      nelle rime di ogni giorno...
      La più vera, a più ovvia forse,
      donare con il cuore,
      e ancora... amore.
      Ci sono loro, a risvegliarti dal torpore
      che t'infonde la macchina del nulla,
      a dirti quanto vali se le ali
      le dispieghi ancora,
      ferite e sanguinanti forse,
      ...
      Ci sono loro, a dirti di stranezze
      disegnate dentro al vento, a dirti
      quanto è vero il tuo sorriso,
      se viene dopo quel dolore.
      Quanto è vero questo mondo,
      avvelenato da quei gas
      più che mai sconosciuti ed assassini.
      Quanto è vero...
      Vero
      come la vita che ti scuote e quella morte
      che non puoi capire.

      E ci sono ancora loro,
      poeti...
      senza più parole,
      che parlano da soli,
      piangono in silenzio... E nel silenzio,
      accarezzano l'immenso.
      Anonimo
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