Scritta da: Silvana Stremiz

A Roberta

Ricordo dei nostri passi
mentre il sole spariva dietro alle nuvole
e la pioggia bagnava i nostri corpi
e s’asciugava colpita da caldi abbracci.

Ricordo la fuga di noi bambini
presi dallo stupore e dal pianto celeste
quando ritorno fu per me ricompensa
e m’allietasti di giorni e di caparbie strette.

Ricordo le note di una canzone triste
e di quel ultimo addio tanto umiliato
mentre danzando bagnavi le mie membra
versando lacrime d’amaro sospiro.

Ricordo mia cara Roberta…
…e mai scorderò.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Un solo giorno di libertà

    L'affannato rossore di un ragazzino
    scoperto con altro;
    le mani impudiche nascoste allo sguardo,
    gli occhi scostati dall'amato Coraggio.
    La paura incede nell'animo puro,
    le membra ha rimosse dal corpo violato,
    ma gli occhi piangono d'amore e vergogna.
    Vergogna di uomo che trova l'amore
    nel modo sbagliato:
    dolore e piacere che uniti nel gioco
    hanno offerto alla vita il primo risveglio.

    Un atto marcato, bollato immorale,
    che scelta difficile voleva fare!
    A casa sconforto, pianti e ignoranza,
    la vergogna monta e il redimersi avanza.

    La felicità, agognata e sfiorata
    sfuma nell'ombra di una scelta sbagliata,
    il sonno ritorna, il pianto si placa,
    ciò che resta è il ricordo di una gioia vietata.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Le nuove fiere

      Quando ti assaporerò di fresco mia letizia?
      Ad ampi balzi riempi gli ambienti di salubre clima
      Gran vizio e malcostume, grande simbolo rapito
      Ho altri milioni di nomi nel caso
      Perdessi io la tua frode sbalordita; ma tu scongiura
      I turpi fauni osceni!
      Voglio darti enormi forze attive
      Come il movimento di protesta delle masse
      Affamate, dai tanti figli educati ad ingegnosi lavori.
      Gioventù bella e ricca di spirito,
      Ti compro ad elevati costi:
      Oh, voluminoso gruppo di corpi immutati!
      Finalmente fata brillante!
      Attendo una tua erudizione per laici questuati d'accidia,
      Sei arrivata gioia di cammino;
      Devo morire lucido mal gaudio,
      Voglio umiliarmi e sei partecipe e
      Capace.
      Ora in mezzo alla rivolta, in piedi sulle barricate
      Trascinato affogando nel caldo della folla
      Che sale - schiumoso flutto - non conoscendo le
      Trame monarchiche: segretamente vengono
      Asciugate con rosso ed ermellino le dighe
      Straripate dai cuori Hasciscin.
      Pulito e raffinato, saresti una luce fastidiosa
      Allora riesci in ode vitale a sembrare
      Veemente, omicidio dopo omicidio,
      Grandioso patto nascosto ed esempio di
      Gran nullità; i veli tessuti coprono
      Le mie vergognose nudità!
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Piove nella mia bocca - dedicata a Cecilia -

        Piove nella mia bocca
        dove si raccoglie il salto delle rane
        ed il morbido riflesso
        che ammicca l'acqua al sole.

        Gorgoglia il sangue nella mia gola
        con la voce della marea
        che parla alla luna
        e carezza la terra.

        Sulla pelle si rapprende la luce del giorno
        mentre i sogni se ne vanno in schiuma di birra
        e la notte gioca con le ore
        una partita senza fine
        in cui la posta altrui è il mio cuore.

        Prendo una paglia fra i tulipani
        ed a sorte con la sorte
        baratto immagini e parole
        con manciate di fango
        e polvere di corallo;

        si schiude la stagione nei miei occhi
        così che vedo unito al frutto
        l'occhio opaco dell'annegato,
        ed uno viene dalla radice
        e l'altro fasciato di piume
        galleggia cullato nel volo dei gabbiani.

        Si sgranano in sabbia le mie ossa
        mentre le vene si radicano nella carne fatta di terre
        e come petali dai rami
        si staccano parole dalle mie mani:
        il vento le porta mentre si mostrano e tacciono.
        Anonimo
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Mi riempio la bocca

          Brulicano di carezze le mie mani
          e fioriscono come prati di sangue le mie labbra.

          Mi riempio la bocca di terra
          e sotto le palpebre è il germoglio ed il verme
          mentre stelle marine corrono sulle mie ossa
          che rosseggiano in fondo al mare.

          Inghiotto il vento e soffio foglie
          mentre i miei occhi s'acciottolano nel fiume
          ed i miei capelli fluttuano nella corrente.

          T'abbraccio e le mie braccia sono di neve e sabbia,
          ti bacio ed i mie baci sono di pioggia e vento.

          Stenditi nel campo del mio petto
          e lascia che nella tua carne
          entrino dolci e violente
          le mie tenaci radici
          al canto intenso delle cicale
          che costellano di spighe il cielo.
          Anonimo
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