Per te

Piove.

E mentre le gocce ticchettano sull'asfalto

un pensiero arriva da lontano.

Le lacrime sgorgano dagli occhi

scivolano piano, testimoni silenziose

del dolore che ho dentro.

I miei occhi muti, ti osservano da lontano,
ma non ti raccontano la sofferenza
che ho provato, no, l'orgoglio glielo ha impedito.
Così sto qui, a pensarti in silenzio, a guardarti
di nascosto, mentre tu, forse, pensi che
questa pioggia sia solo tua.
Anonimo
Composta sabato 3 settembre 2011
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: F4B10Z

    22 Settembre

    Tempo.

    Inesorabile compagno,
    odiato nemico.

    Dalla felicità dell'amore,
    alla consapevolezza della solitudine,
    ed il tempo che dovrebbe dar conforto,
    rende tutto più amaro.

    Ed ora, 22 Settembre,
    anniversario di quel che era,
    e che non hai lasciato potesse essere,
    sono qui, a scrivere.

    Scrivo qualcosa che brucia ancora,
    sulla mia pelle, sulle mie labbra,
    direttamente impresso a fuoco,
    sul cuore.

    Odiami. Portami rancore.
    ... ma non dimenticare mai.
    Anonimo
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Daduncolo

      Follie Segrete

      Il sole sorge al di là
      del mare, un nuovo giorno
      sembra iniziare, ma una
      sciagura avanza, invisibile
      e inaspettata travolge
      settembre, mese di dolore
      per cui il mondo, come
      un orologio privo di
      carica, si ferma e smette
      di girare.

      All'orizzonte due dardi
      feriscono il cuore
      della grande mela e
      due giganti, simboli
      di una nazione
      intera, terminano per
      cadere giù come castelli
      di sabbia, un silenzio di
      riflessione si espande
      tra i quartieri, occhi
      stupiti osservano le
      mille persone gettarsi
      nel vuoto per la
      disperazione e le
      fiamme invadono
      i gemelli del cielo,
      le urla di sconforto
      risuonano nell'aria e
      le loro vibrazioni
      fanno tremare la
      terra ai propri piedi.

      Cadono fiocchi di cenere
      che si spengono sui desolati
      e ormai caotici marciapiedi di Manhattan; La speranza,
      se pur si sia tramutata
      in pura falsità, rimane viva
      negli occhi di tutti,
      le preghiere cercano di
      detergere l'aria,
      ormai macchiata dal
      solo panico.

      Un boato assordante
      turba New York, la torre
      nord sembra aver ceduto,
      milioni di vite, sepolte
      dalle macerie, fanno si
      che la linea della loro
      vita si spezzi, la gioia
      di un istante come breve
      sogno si dissolve nel
      nulla ed il sacrificio
      di una vita volare
      via come foglie al
      vento.

      Un secondo tuono uccide
      una nazione che si inchina
      e domanda pietà, sembra
      che anche la torre sud sia
      caduta giù, a questo
      punto, tutto è ormai perduto,
      si spera solo che il grande
      incubo trovi tregua;
      altre tante innocenti
      persone per follia umana
      abbandonano questo mondo
      e tante altre milioni di
      famiglie si spaccano
      come melograni ormai
      maturi.

      Un enorme mantello di
      fumo copre il tutto,
      e persino il cielo,
      poco tempo fa, azzurro
      e sereno, smette di
      splendere e si rattrista
      quasi stesse per piangere.

      La polvere sale in cielo,
      tutto si spegne e si fa cupo,
      le tremila persone divenute
      anime gremiscono la porta
      del signore e a gran
      voce esigono spiegazioni
      per cosa mai sia successo
      quel triste undici settembre;
      i reclami proseguono ma dalla
      porta nessun suono, nessuna
      voce si diffonde.
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Grinch

        Amore

        Amore,
        Amore storpio, Amore Mio bello,
        mi fai male ogni volta che torni
        mi fai annegare quando torni
        vorrei morire
        solo per non sentirmi cosi bene
        per poi sentirmi cosi male;
        perché ogni volta che arrivi,
        so che te ne dovrai andare e,
        ogni volta che parti mi sento morire! Sei il sentimento più puro,
        dolce demente e stupido!
        Ogni volta che ti innamori,
        la tua ragione cade in un abisso
        dove diventa totalmente inutile! Diventi un coglione,
        dove tutto ha un colore perfetto,
        una forma perfetta...
        ma lui è al di la dell'immaginazione
        e della perfezione
        è eccesivamente perfetto e bello,
        è lui la persona del quale ti sei innamorata...
        Ma poi per una ragione
        o per un'altra la perdi,
        rimani solo e
        allora cominci ad odiarlo,
        quel sentimento che
        ti aveva reso cosi felice, cosi... meravigliosamente leggero e libero, adesso,
        sembra un'incudine,
        incollata alla tua schiena
        che non ti lascia rialzare,
        che non ti lascia reagire perché, quell'amore è ancora li,
        ti tormenta
        con tutti i momento belli vissuti,
        gli attimi passati,
        le esperieze insieme,
        tutto diventa piu doloroso e,
        sempre piu odiato;
        perché prima eri felice
        e adesso sei solo un corpo,
        senza anima, senza vita, senza amore.
        Anonimo
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di