Scritta da: Myškin

Grottesco

Ci hanno lasciati ancora vicini,
siamo due scomodi pupazzi
che sperano in una scarica elettrica.
Che il cielo ci fulmini.
Scivolo e ti poso la testa sul ventre.
Tu non mi guardi
e non puoi accarezzarmi,
ma non lo dici.
Certo che capisco.
Immaginiamo che sia...
Grottesco è il nome che si da,
nei pomeriggi piovosi
su divani polverosi
agli eventi inventati
che ci scoprono
impotenti.

Un fulmine che ci rimbalzi per il cervello.
Anonimo
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    Scritta da: Myškin

    Due parole

    Si sgola
    la sacerdotessa,
    l'infante prende fuoco
    fra le braccia dell'inesperta madre.
    Mi piace quest'isola sperduta,
    non perché minacciosa
    o sadicamente franca,
    ma perché
    qualunque cosa chiamerai
    (e l'assurdo risponde)
    se verrà
    non giungerà che stanca.
    Un aborto unto
    nel rigurgito dell'onda.

    Penso.
    La morte è sempre qui,
    tra le parole,
    nelle parole,
    ma non è mai parola.

    Solo richiamo.

    Un uomo vecchio
    al freddo s'accovaccia,
    lontano lontano.
    Anonimo
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