Orme

Una notte un uomo fece un sogno.
Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
In cielo balenavano scene della sua vita.
Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
una apparteneva a lui e l'altra al Signore.

Quando gli fu balenata davanti agli occhi l'ultima scena,
si voltò a guardare le orme
e notò che molte volte lungo il cammino vi era una sola serie di impronte.

Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli
e più tristi della sua vita.
Ne rimase disorientato e interrogò il Signore.
"Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita
vi era una sola serie di orme.

Non capisco perché,
quando avevo più bisogno di te,
mi hai abbandonato."
Il Signore rispose:
"Mio amato figlio, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
quando vedi solo una serie di orme,
quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio."
Anonimo
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    Non seppi mai il suo nome
    né il tempo le concesse l'attimo
    di darmi l'anima e non il corpo
    di sciogliere le labbra nelle mie.
    Notte di un'estate inquieta
    pregna di oblio, desideri e umori
    maledetta ed arida quanto basta
    per essere preda dei propri amori,
    fu l'aria che saliva dalla valle,
    respiro denso di resina a fronde
    soffio inquieto che girava in tondo
    nell'aurea danza della vita,
    fu la luce fioca ed il silenzio
    il mare calmo a far da sfondo
    la sua carne debole... eccitante
    lo sguardo sempre più profondo.
    Non seppi mai il suo nome,
    ...e lei neppure chiese il mio
    forse fu così che in fondo
    non ci fu nemmeno il tempo dell'addio.
    Anonimo
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