Aveva accorto scandagliata

Aveva accorto scandagliata
tutta la sfera cupa
il tuo cuore impietrito
cercando pertugi e fessure
da cui traspirasse una luce.
Or sguscia e riappare il sereno
dallo squarcio inatteso dietro
fioccose trame di ragnatele.
Disgregati, diffusi nembi
si sfilacciano, già lontani
si disperdono senza tracce:
al chiaro si converte lo scuro
neonate immagini ti ridono.
Camminante, pur solo
ricolmo sei d'infinito!
Alacre ti si spiana l'illusione
fermenti risalgono dal cuore;
ti racconti, fatto diverso.
Vivere vuoi e ti ritempri,
come posseduto ti scagli
sulla vita, ne spii gli atti
per impedirle di rimordere
di sciabordarti ancora!
Ai polsi alacre preme
la volontà primordiale
che accalda e avvampa;
il tuo volto, disteso è or
al par di quello arrossato
di divertito invitato
che goda una festa in atto.
E quando pur l'ombra fluisce
e ritorna allo sgranar
di mesti ricordi
ancor barlumi scoccanti scorgi
dalla radura ove bivacchi
se scruti la sorella notte
che sentinella del cielo
fiduciosa come or tu
fraterno cambio aspetta
dal puntuale giorno.
Angelo Michele Cozza
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    Disvela gli umori del tuo cuore

    Disvela gli umori del tuo cuore
    e sulle labbra umettati li sparge
    il bacio improvviso che mi dai.
    È in quell'atto, nella frescura
    che giunge, che si disincaglia
    la mia vita, chiglia in avaria
    arenata tra sirti di malinconie.
    È la tua bocca: ampia, sensuale,
    ineffabile dolcezza colta
    nel protrarsi di un abbandono,
    che mi sospinge fuor dalla secca
    e per il petto diffonde aromi
    e tintinnio di emozioni,
    che l'anima insuffla all'esaurirsi
    di ansanti frammenti di respiro.
    Non più vago sfuggente precario
    un amor di essere ritrovo,
    al suo braccio forte mi avvinghio
    per lasciarmi condurre festoso
    nel piazzale della meraviglia
    alla sagra di nuovi sapori di vita.
    Insaturo di te, non potrò mai dirti:
    arresta i tuoi baci. Bagnami di essi!
    Rovescia il mare del tuo amore
    sulla secchezza delle mie pieghe
    allegra conduttrice del mio destino.
    Trasvoliamo, cogliamo sogni per noi
    allo sfiorare soave di labbra
    che anelano albe di focosi baci.
    Angelo Michele Cozza
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      Puoi tu impedire al flutto

      Puoi tu impedire al flutto
      di non lambire la proda
      a una brezza serale
      di non accarezzare una chioma
      o al calore di non abbandonare
      il ceppo che brucia?
      Così si manifesta il respiro
      del vivente: è nello svolgersi
      del suo fluire che scrive la matrice
      degli atti del suo essere;
      la vita sempre irrompe se non è quiescente
      e la morte sgambettata solo tardi trionfa!
      E così ti telefono a mitraglia
      ti scrivo come un condannato
      incessante ti penso, ti riproduco
      invaso di dolcezza, rinnovo
      con un ritmo forsennato
      la volontà e il piacere di esserti accanto;
      non è una pressione, un incalzare
      un attrito che vuole affaticare il tuo viaggio
      ma il dispiegarsi raggiante di un'anima,
      l'amore che, come acqua nella conduttura
      di due vasi comunicanti, fluisce
      per raggiungere livelli uguali.
      È come il miracolo del seme
      che vuol farsi gemma e frutto nel deserto
      e porta dentro di sé altra vita.
      Segregare l'istinto lo spirito o un pensiero
      è la più gratuita assurda violenza
      commessa contro sé stessi:
      replicare la nostra genuinità
      e mai stupirci del suo perpetuarsi
      è la complessa meccanica
      con cui impedire epiloghi non voluti
      all'inevitabile svuotarsi della clessidra
      che misura il lasso di tempo che ci è dato.
      Angelo Michele Cozza
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        È quando la vita
        qual carcassa di sogni e di speranze
        orrida appare e mi spaventa
        che al rifugio del tuo amore
        corre il cuore mio tremante.
        Fuor di esso non troverei nulla:
        uomo, finito, consapevole di essere
        per caso a questo mondo,
        oscurati agli occhi l'erba, i monti
        il cielo e il mare
        corpo in attesa di essere calato
        in un sonno profondo,
        stramazzerei all'insensato e disumano.
        È accanto a te, reale o immaginata,
        che come nuvole al sole
        si disciolgono i miei grumi di paura
        e l'animo ritrova accenti note e toni;
        è come un risveglio, più di un altro nascere,
        da cui sia bandita l'irragionevolezza
        del vivere, il ritrovarti e sentir che sono.
        A te mi appoggio come ad un muro
        quando il peso dei pensieri mi stanca:
        poi s'appressa si erge e urge
        il bisogno incessante di toccarti
        di avvertire uno sfioro di carne viva
        che mi risparmi da un annichilire.
        È codesta possibilità di amare
        che mi offri che divino scrolla
        l'improvvisa paura di svanire
        e inficia le malefatte del tempo.
        Angelo salvifico, non si dispiumi
        come flabello al vento il prodigio
        che ci bacia, fasci di luci
        intensi giungano dalle tue pupille
        e tutto ancora non ci sia negato
        nella inauspicata congettura
        che si acceleri il passo della vita.
        Angelo Michele Cozza
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