i forti ed i deboli

il vero vincitore,
l' esercito che ha messo un tappo
sopra al puzzo del nostro primo regno,
ha piazzato un bel po' dei suoi nel regno nato dopo,
nel secondo regno.
Alla antica professione restano un po' di grandi
per i grandi casi,
ed i tanti da poco per chi non vale niente.
Ma intanto gli altri lottano  
per il monopolio sulla prossima ennesima fine dei potenti.
Tenuti tutti appesi per le palle,
e con il fiato fatto sentire grosso sulla loro schiena
per far sentire la loro provvisorietà.
Intanto giace ferito a terra quello che ha bisogno,
“ chi non vale niente “.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 4 maggio 2012
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    Ultima mattina sulla terra

    Cammino sul fresco delle zolle rivoltate,
    nelle righe d'acqua che attraversano i campi,
    guardo i miei piedi che guardano la terra.
    Mi sostengo ad un bastone improvvisato
    che era poggiato al muro ad aspettare me.
    Appaio come sono
    alle viti che mi osservano,
    un uomo stanco
    che cammina in un campo.
    Un uomo perso in un campo,
    in questa mattina piena di silenzio
    di questo giorno che ho deciso io
    che sia così.
    Sono a cercare l'albero giusto
    per il mio ultimo sapere.
    Ho il cuore in me,
    sento il suo rumore,
    non so se è un battere,
    oppure un brontolare
    perché ha capito
    la fine che voglio fargli fare.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 2 maggio 2012
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      Il luogo dell'aspettare

      Il posacenere è pieno di cicche
      ma io non fumo,
      sono in un altro luogo,
      un luogo non mio,
      che non mi appartiene.
      Ho messo al fuoco caramelle di menta secca
      e l'ho scaldata
      per profumare la stanza.
      Mi sono seduto ad aspettare l'inverno,
      spero non arrivi nessuno a disturbare il mio finirmi.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 2 maggio 2012
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        Il marito della donna famosa

        L'applaudite,
        l'adorate,
        gli scrivete lettere d'amore.
        Fareste carte false per averla,
        ma sono io quello che la spoglia,
        la vede nuda,
        la mette a letto stanca alla fine dei concerti,
        io che preparo le tisane per la sua voce,
        che spalmo le creme sul suo corpo,
        io che la vedo senza trucco la mattina,
        che sopporto le sue urla,
        io che prendo il suo peggio quotidiano
        e lo distruggo,
        distruggendo me.
        Sono io che la lascio piangere sulla mia spalla,
        io che la consiglio,
        che scelgo i suoi abiti aderenti,
        io che sto nascosto
        fuori dalla scena,
        che faccio il consigliere,
        il cameriere,
        l'amico
        e per i documenti anche il marito.
        Io che la preparo per voi tutti,
        perché possiate continuare a fare carte false per cercare di averla.
        Sono io che la trasformo in ciò che voi vorreste
        io sono lei,
        lei per lei,
        lei per voi.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 2 maggio 2012
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          Procul, lontani da

          Da un po' girava voce che da qualche parte
          stessero lucidando gli stivali.
          Avevano avvertito i segretari,
          ma presi dall'eterno disquisire,
          vestiti dell'immensa presunzione
          ognuno schiavo delle sue teorie,
          nessuno in alto fece caso alle spiate.
          Quando qualcuno riferì che si eran messi in marcia
          fu troppo tardi ormai per rimediare,
          sfondava già le porte del potere
          l'esercito dei calcinculo.
          Alexandre Cuissardes
          Composta mercoledì 2 maggio 2012
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