I più me

A passi di tango,
addio Marcello,
addio Rudy.
Non ho cercato niente,
sapevo che era inutile.
Avessi avuto fiuto
sarei stato cercatore,
avessi avuto forza
sarei stato un campione,
ma più di tutto
avrei voluto essere smaliziato e fortunato cacciatore di fortuna.
Ma sono statua di carne
in mezzo a questa folla
che vaga nel fumo,
si urta
si tocca,
mani maschili che cercano culi di donne
che ancheggiano per farsi toccare,
mani di donne
che scorrono di nocche
su pantaloni per provocare.
Ho bicchieri vuoti
davanti a me,
intorno a me,
mantengono tracce colorate
dei liquidi che contenevano,
li inquadro,
li metto in fila,
appannati,
appannanti.
È un arcobaleno,
terremoto negli occhi,
il fegato protesta,
il basso del corpo reclama il bagno,
vuol pisciare,
da lui in su vorrei scopare,
ma anche dormire.
Tengo sveglia questa mia testa
che chiede di riposare.
Intanto lavo i colori dei bicchieri,
ho in mente le parole
"we skipped the light fandango"
bach, l'aria sulla quarta corda,
io sono sempre sulle tante
troppe corde.
L'argentina,
londra,
les enfants terribles di dean street.
vorrei morire di sogni
ma sono costretto a vivere di morte
con davanti a me tanti bicchieri da lavare,
così è la vita,
così è la morte.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 9 giugno 2012
Vota la poesia: Commenta

    L'ultimo lasciare

    Ho cambiato nome,
    ho fatto del mio nome
    un'altro nome.
    Il mio l'ho cancellato,
    o forse l'ho ammazzato
    o l'ho affidato a qualcosa da poco,
    non ricordo,
    ero confuso.
    Mi sono preso un po' di tempo
    per vivere una vita diversa,
    quella di un nome non mio.
    Ho seppellito il nome prima di me,
    e me col vecchio nome.
    Oggi muore un nome
    dentro c'era un uomo.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 4 giugno 2012
    Vota la poesia: Commenta

      La mano vuota

      Che fine ha fatto la parola noi
      che abbiamo tanto corteggiato insieme,
      se ormai c'è un muro che divide il tu dall'io.
      Che senso ha per me poter dire solo io,
      anzi io solo... io da solo.
      Quell'"e" che ci legava
      come in una società d'affetto
      io l'ho segato ormai da tempo,
      resta lo spazio vuoto,
      anzi,
      solo il vuoto
      nel mio spazio.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 4 giugno 2012
      Vota la poesia: Commenta

        Hyde park corner

        Parla,
        giusto per dare aria alla bocca,
        parla per dare fiato alle tue trombe,
        per rendere il tuo niente qualcosa di conosciuto.
        Parla per chi ti ascolta
        e per chi passa veloce,
        parla anche per chi crede che tu parli per lui.
        Ma io che ti conosco,
        lo che non parli neanche più per te,
        parli per parlare
        e basta.
        Alexandre Cuissardes
        Composta lunedì 4 giugno 2012
        Vota la poesia: Commenta

          Non servi

          Caro buonsenso
          ti hanno visto in tanti,
          quasi disperato,
          offrirti a tutti
          anche al peggior offerente,
          come una puttana chiedere,
          o chiedere come chiede un mendicante,
          a testa bassa.
          Implorare l'attenzione come un bimbo,
          pur di rientrare tra la gente.
          Caro buonsenso
          ormai lo sanno tutti
          che come per le stoffe finisce la stagione
          per te è finito il tempo
          e non ritorna.
          Alexandre Cuissardes
          Composta lunedì 4 giugno 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di