Pioggia armata

Mi arrivano in faccia
gocce d'acqua immense,
forti come temporali,
come schiaffi.
Dopo la paura
la rabbia,
ed allora pugni all'acqua
che mi ferisce,
al cielo che la manda,
pugni a me che la ricevo
senza sapermi difendere,
senza aver saputo difendere
chi mi è caro,
pugni a me
dalle troppe guance esposte.
Ma colpisco all'aria,
e sono già per terra.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 4 agosto 2012
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    La porta in pancia

    La porta che si apre al contrario,
    la mia faccia,
    impedita,
    invecchiata
    nello specchio del bagno,
    il freddo,
    l'ennesima domenica di merda.
    Oggi
    è il giorno in cui tutti vanno a trovare i loro morti,
    ci vanno in auto,
    come a fare la spesa.
    Io non ho auto,
    non ho spesa,
    non ho ne piedi
    ne faccia addosso,
    è stampata sullo specchio,
    non ho più posto.
    I morti si,
    li ho,
    per ricordarli
    vado in cimiteri trovati per strada
    e prego sulle tombe di altri.
    Chissà se è una doppia preghiera
    o una preghiera che non vale nulla.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 4 agosto 2012
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      Il buongiorno del giovedì

      Odio il sogno
      quello che faccio la mattina buia
      mentre cammino per strada,
      solo.
      Ma non so neppure se è un sogno,
      so che non posso farne a meno,
      è la dose di illusione.
      Lo odio perché è troppo breve
      ed è solo un sogno,
      forse.
      Dura solo fino al primo pizzicotto
      che mi do disperato.
      Mi accorgo che albeggia.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 4 agosto 2012
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