Scritta da: Manuele Urru
Sotto una volta notturna, del tuo volto m'incanto
a contar come stelle, le lacrime ormai arse
come sterpaglie d'una campagna dissestata e deserta che cuoce sotto le fiamme d'un inferno celeste.
Seduta tu giaci in posa come una statua incompresa
che dalla notte dei tempi porti negli occhi scolpito il ricordo di un dolce dolore.
Spoglio nonché della mia misera anima come un ramo d'inverno
baratterò la mia grazia ad un cielo migliore;
urlerò dalla tenebra il tuo nome
ti donerò la mia carne, il mio sangue, il mio cuore.
Composta sabato 30 marzo 2019

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