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Per interposto amore

Chi ancora si dà appuntamento
nei luoghi che ci furono teatro,
moltiplicando tracce
confondendo
la scena che credemmo inalterabile?
Parlavamo d'amore agli incroci,
spavaldi in faccia ai venti.
E mai che si facesse notte
o tempo d'andare.
Pure
non erano nostre le parole.
Chi aveva in mano il gioco?
Chi ispirava tanta frenesia?
Sopravvissuti a un corpo
che non ci esprime
abitiamo adesso i sotterranei.
Col petto che non arde
e radio senza suoni.
Altri s'innamorerà per noi,
di quell'amore di ordinanza,
perché tengano i fili.
Un semplice passaggio
di consegne.
Composta lunedì 31 luglio 1916

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