{"id":3110,"date":"2015-06-10T11:19:18","date_gmt":"2015-06-10T09:19:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensieriparole.it\/magazine\/?p=3110"},"modified":"2015-06-10T11:19:18","modified_gmt":"2015-06-10T09:19:18","slug":"umberto-eco-e-le-40-regole-per-un-italiano-corretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pensieriparole.it\/magazine\/2015063110\/umberto-eco-e-le-40-regole-per-un-italiano-corretto","title":{"rendered":"Umberto Eco e le 40 regole per un italiano corretto"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p>La lingua italiana\u00a0riserva mille insidie che non riguardano soltanto lo scritto ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; il parlato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;era della comunicazione, risulta quasi anacronistico pensare che non si conoscano<strong> le basi di un dialogo<\/strong> <strong>corretto<\/strong>. In realt\u00e0 se si ponesse attenzione a quello che si dice e al modo, ci si renderebbe conto che gli errori che si commettono giornalmente sono veramente tanti.<\/p>\n<p>A porre l&#8217;attenzione, in modo ironico, sugli scivoloni commessi da noi italiani \u00e8\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.pensieriparole.it\/frasi\/umberto-eco\/\" target=\"_blank\">Umberto Eco<\/a><\/strong>, scrittore, filosofo e e semiologo di fama internazionale.<\/p>\n<p>Ecco le<strong> 40 regole<\/strong>, segnalate dallo scrittore nel sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italianalingua.it\" target=\"_blank\">italianalingua.it<\/a>,\u00a0da tenere sempre a portata di mano.<\/p>\n<ol>\n<li>Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.<\/li>\n<li>Non \u00e8 che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.<\/li>\n<li>Evita le frasi fatte: \u00e8 minestra riscaldata.<\/li>\n<li>Esprimiti come ti nutri.<\/li>\n<li>Non usare sigle commerciali\u00a0&amp; abbreviazioni etc.<\/li>\n<li>\u00a0Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.<\/li>\n<li>Stai attento a non fare&#8230;indigestione di puntini di sospensione.<\/li>\n<li>Usa meno virgolette possibili: non \u00e8 &#8220;fine&#8221;.<\/li>\n<li>Non generalizzare mai.<\/li>\n<li>Le parole straniere non fanno affatto bon ton.<\/li>\n<li>Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: &#8220;Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu&#8221;.<\/li>\n<li>I paragoni sono come le frasi fatte.<\/li>\n<li>Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere \u00e8 superfluo (per ridondanza s&#8217;intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha gi\u00e0 capito).<\/li>\n<li>Solo gli stronzi usano parole volgari.<\/li>\n<li>Sii sempre pi\u00f9 o meno specifico.<\/li>\n<li>L&#8217;iperbole \u00e8 la pi\u00f9 straordinaria delle tecniche espressive.<\/li>\n<li>Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.<\/li>\n<li>Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.<\/li>\n<li>Metti, le virgole, al posto giusto.<\/li>\n<li>Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non \u00e8 facile.<\/li>\n<li>Se non trovi l&#8217;espressione italiana adatta non ricorrere mai all&#8217;espressione dialettale: peso el tac\u00f2n del buso.<\/li>\n<li>Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono &#8220;cantare&#8221;: sono come un cigno che deraglia.<\/li>\n<li>C&#8217;\u00e8 davvero bisogno di domande retoriche?<\/li>\n<li>Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe \u2014 o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento \u2014 affinch\u00e9 il tuo discorso non contribuisca a quell&#8217;inquinamento dell\u2019informazione che \u00e8 certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.<\/li>\n<li>Gli accenti non debbono essere n\u00e8 scorretti n\u00e8 inutili, perch\u00e8 chi lo f\u00e0 sbaglia.<\/li>\n<li>Non si apostrofa un\u2019articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.<\/li>\n<li>Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!<\/li>\n<li>Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.<\/li>\n<li>Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.<\/li>\n<li>Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Cos\u00ec faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l\u2019autore del 5 maggio.<\/li>\n<li>All\u2019inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete cos\u00ec stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).<\/li>\n<li>Cura puntiliosamente l\u2019ortograffia.<\/li>\n<li>Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.<\/li>\n<li>Non andare troppo sovente a capo.\u00a0 \u00a0 \u00a0 Almeno, non quando non serve.<\/li>\n<li>Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.<\/li>\n<li>Non confondere la causa con l\u2019effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.<\/li>\n<li>Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero cos\u00ec, allora le\u00a0\u00a0 premesse conseguirebbero dalle conclusioni.<\/li>\n<li>Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonch\u00e9 deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva \u2013 ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica \u2013 eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.<\/li>\n<li>Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.<\/li>\n<li>Una frase compiuta deve avere.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lingua italiana\u00a0riserva mille insidie che non riguardano soltanto lo scritto ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; il parlato. 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