Le migliori Citazioni dei Film di Serie TV

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Scritta da: Chiiaa
Io credo nell'amore vero, credo nell'amore a prima vista, io credo che l'amore smuova le montagne, ciò non significa che non esistano momenti difficili o difficoltà da affrontare, perché ce ne saranno eccome, ma trovare la persona che fa per te e sapere che ricambia pienamente il tuo amore rende tutto molto più semplice.
Haley James Scott (Bethany Joy Galeotti)
dal film "One tree hill" di Serie TV
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    Scritta da: Sognatrice88
    George Bernard Shaw aveva ragione, mentre lottiamo per afferrare ciò che desideriamo e che pensiamo renderà migliore la nostra vita, come i soldi, la popolarità, la fama, trascuriamo quello che conta veramente... le cose semplici come l'amicizia, la famiglia, l'amore. Cose che probabilmente abbiamo già.
    dal film "One tree hill" di Serie TV
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      [Sandra entra e fa partire un disco: "Il cielo in una stanza"; Raimondo appisolato si sveglia]
      - Raimondo: Eh!? Che c'è? Cosa... Cosa fai?
      - Sandra: Ma non senti Raimondo?
      - Raimondo: Cosa?
      - Sandra: Ma come cosa? Questa... Questa è la canzone che suonavano la sera che tu mi hai chiesto di sposarti. Ti ricordi?
      - Raimondo: Aaaah... è vero! Eh... come vorrei che fosse oggi!
      - Sandra: Ah sì? E che faresti?
      - Raimondo: Scapperei lontano lontano...
      - Sandra: Perché?
      - Raimondo: Ma come perché!? Perché io, quella sera lì, non t'ho chiesto mica di sposarmi! No! Io ho chiesto un tuo parere, una tua opinione.
      - Sandra: Ma che parere!?
      - Raimondo: Un parere sul matrimonio! Sissignore! Io ti ho detto: "Se noi due ci sposassimo, saresti contenta?"
      Raimondo (Raimondo Vianello), Sandra (Sandra Mondaini)
      dal film "Casa Vianello" di Serie TV
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        Ira: dovresti avere più rispetto, commissario, questo bambino è morto dieci anni fa, non esiste più! E questo gioco non mi piace, voglio andare via, riportatemi in cella! Voi non potete tenermi qui. Commissario, voi non potete tenermi qui!
        Roberto: siediti.
        Giulia: Allora? Che ti è successo dieci anni fa?
        Ira: nessuno li capisce quelli come me, vero commissario? Sono parole tue!
        Giulia: come ti chiami veramente?
        Ira: e adesso tu cosa vorresti capire?
        Giulia: Riccardo?
        Ira: no.
        Giulia: Roccardo Corsi?
        Ira: no.
        Giulia: no. E allora come?
        Ira: 31. Mi chiamo 31, come un numero. 31. Il numero del mio letto. Perché? Perché durate la guerra in Bosnia, le milizie uccisero i miei genitori quando io avevo due anni e mi rinchiusero in un istituto alla periferia di Belgrado. Il mio nome. 31. E poi io non volevo essere un numero, e allora sono scappato. Ho vissuto di espedienti con altri bambini, per strada. Sa come ci chiamavano? La banda degli orfani di guerra. Poi è tornata la milizia che doveva bonificare la città e allora ci riportò indietro, in quel maledetto istituto e quella notte, commissario, arrivarono due uomini, facevano parte della mafia slovena, hanno preso tre di noi, ci hanno caricato su un camion, ci hanno portato in Italia e lì ci hanno venduti ad un uomo. Non eravamo più dei numeri, ma dei giocattoli. Quel posto era peggio di prima e allora sono scappato di nuovo e tuo padre mi ha trovato: voleva sapere dove fossero finiti gli altri due bambini, dov'erano nascosti, ma io non mi ricordavo niente, ricordavo solo quella stanza buia e quei segni sul muro. Tuo padre ha preso il mio disegno, mi ha detto che sarebbe ritornato ma non l'ha mai fatto e al suo posto è venuto quell'uomo, che mi ha riportato indietro
        Giulia: perché hai preso il nome di mio padre?
        Ira: perché era l'unico che riusciva a capirmi, era l'unico che mi trattava come un essere umano, era come un... padre per me, ma poi l'hanno ucciso.
        Giulia: poi cosa è successo perché sei rimasto con loro?
        Ira: perché quando non hai niente nella vita, non stai a guardare chi ti tende la mano.
        Giulia: come si chiama l'uomo che ti ha portato via.
        Ira: poi ti senti schifoso...
        Giulia: dimmi come si chiama.
        Ira: ti senti marcio...
        Giulia: ti sostituiranno, non lo capisci?
        Ira: come se fosse colpa tua...
        Giulia: no.
        Ira: perché alla fine, infondo, anche tu sei come loro.
        Giulia: no. Tu non sei come loro.
        Ira: ti dici che tutto quel dolore, te lo sei meritato...
        Giulia Corsi (Claudia Pandolfi), Roberto Ardenzi (Giorgio Tirabassi), Ira Droskovicic (Pierluigi Coppola)
        dal film "Distretto di Polizia" di Serie TV
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