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Scritto da: Teresa Laviola
Insegnamento ricevuto: Un giorno un saggio quasi centenario che girava e gira tuttora per il mondo fischiettando, cantando e mangiando di ciò che trova... non lavorando, in quanto è un mistico, incontrò sulla sua via un giovane che gli raccontò tante esperienze di vita e gli chiese di seguirlo. Il vecchio non stava tanto ad ascoltare le sue parole, quanto le vibrazioni del suo cuore, e capì che era sincero.
Si avviarono per percorsi impervi, l'anziano parlava poco ma offriva la sua esperienzialità, fin quando giunsero in un villaggio. Qui il giovane bussò alla porta di una cascina e gli aprì una ragazza molto giovane e bella: fu amore a prima vista. Il ragazzo decise così di fermarsi nel villaggio, sposò la giovane, insieme ebbero sei figli e visse con lei felicemente per tredici anni assieme alla sua famiglia, agli amici e ai parenti acquisiti.
Improvvisamente arrivò una valanga di fango che coprì tutto il villaggio, di dimensioni molto più estese della slavina di Rigopiano. Morirono tutti ad eccezione del giovane che annaspava in due metri di profondità di fango. A tentoni cercava di risalire da questo mare soffocante. Riemerse, cercò di uscirne fuori vomitando fango e non riuscendo a respirare. Fuori da quel vortice, confuso, in balia di emozioni potenti perché si rendeva conto di aver perso tutto e fisicamente prostrato riuscì a bere dell'acqua... ma continuava a vomitare fango e ancora e ancora, fin quando, libero lo stomaco, riuscì finalmente ad introdurre sorsi d'acqua.
Nella prostrazione e confusione fisica e soprattutto emotiva, si ricordò che tredici anni prima il vecchio saggio lo stava aspettando.
Il giovane riuscì ad uscire dal villaggio raggiungendo la strada e trovò l'anziano il quale gli disse:
"Ti sto aspettando da 45 minuti, dove sei finito? Perché sei tutto sporco di fango?"
A quel punto il giovane si chiese: ' tutto quello che mi è accaduto è un sogno o la realtà? '...
Grande interrogativo...
Soltanto entrando nella nostra coscienza più profondamente, attraverso un lavoro sulla nostra mente, che ci fa catalogare tutto e ridurre tutto ad una realtà oggettiva, perché pretendiamo di avere il controllo che ci da sicurezza su tutto ciò che ci circonda, riusciremo a guardare liberamente il mondo fenomenico con visuali differenti.
Proprio nell'assenza di schemi riusciremo a liberarci creativamente, a sognare per far nuove tutte le cose, senza essere condizionati da schemi che ci riportano in un mondo che riduce tutto ad oggetti controllabili, ma che fanno parte soltanto delle nostre precostituzioni mentali.
Ecco che nasce in noi, come sorge l'aurora, il cambiamento creativo.
Composto mercoledì 5 aprile 2017

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    Scritto da: Teresa Laviola
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    Al cambiamento creativo.

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