Scritto da: Gabriele G.
Ed eccomi qui, ad avere poco più di vent'anni e a fare i conti con i miei errori. Sorseggio il mio solito whisky, e penso a lei. Cosa resta della vita se non un amaro ricordo? Cosa resta di noi? Un amore che profumava d'infinito distrutto alla prima tempesta d'inverno. Butto giù il mio whisky e lo paragono alla mia vita, perché d'altronde la vita non è tanto diversa dall'alcol. Pensateci, quando bevi sei felice, sei spensierato e più bevi più hai voglia di bere. La vita è simile, veniamo al mondo con l'idea di divertirci, ci illudiamo di essere spensierati e più viviamo più abbiamo voglia di vivere. Ma appena pensi, rifletti e guardi la realtà tutto ti precipita giù e ti rendi conto che la vita, come l'alcol è un'illusione... ti far star bene momentaneamente per poi buttarti giù. E cosa resta dei momenti belli? Ricordi vaghi che bruciano il tuo stomaco e la tua mente. Che voi tutti possiate trovare la felicità, perché io non vedo via d'uscita.
Gabriele Giordano
Composto mercoledì 24 maggio 2017
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    Scritto da: Gabriele G.
    Scrivere è come buttare giù le cose che non diresti mai a nessuno. È come liberarsi di un peso... le lettere, le parole, e perfino i punti sentono il bisogno di uscire dal mio corpo. Spingono fino a far sentirmi male... Scrivere è un esplosione di incubi e di tranquillità. Perché per quanto le tue storie sono tristi, disperate, una volte scritte ti mettono tranquillità. E a quel punto metti da parte cioè che hai scritto e continui ad affrontare i tuoi incubi finché altre lettere, altre parole e altri punti prenderanno il sopravvento.
    Gabriele Giordano
    Composto venerdì 16 settembre 2016
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