Se dovessi chiedervi quando avete iniziato a vivere, sapreste rispondermi?
A me è bastata una sola notte, in una lunga chiacchierata, sotto una timida luna. Era felice come una giovane che si faceva aspettare dal suo amato che l'attendeva al freddo con una sigaretta in mano. Solo in quella notte ho capito che le cose a volte sono diverse da come appaiono. Quella notte ho realizzato che fino a poche ore prima ero semplicemente in vita. Ne conoscevo il significato ma non ne conoscevo il sapore.
Era come se qualcuno in quel momento mi avesse fatto capire che occorre divorare l'esistenza, fino all'ultima goccia di pura follia e desiderio. Ho capito che gli obbiettivi devono sempre esistere ma senza mai oscurare il contorno, altrimenti quel piatto finirà per rimanere vuoto. Gli ideali sono belli ma lo sono perché saranno sempre lontani dall'imperfezione del quotidiano. Sono meravigliosi ma solo perché saranno sempre troppo eterni rispetto al fugace attimo di esistenza che ci è concesso. A volte capita di incontrare chi ti mostra il lato della luna che non conoscevi. È come se ti facesse ruotare la visuale perché ti ritrovi davanti ad un orizzonte che non avevi mai ammirato. Solo allora inizi a interrogare la tua anima: esisti o vivi? Sei frutto di scelte o sei il risultato di rimpianti? Sei davvero quello che desideri e vivi realmente, come hai sempre voluto? A volte ci illudiamo di vivere ma in realtà stiamo solo esistendo, chiusi in una vita stantia, come l'odore del fumo che impregna gli abiti. Come se fossimo sigarette fumate troppo in fretta.
Composto domenica 4 marzo 2018

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