Ritrovarsi puntualmente ogni sera. Fare i conti con i nostri pensieri. Farsi dei viaggi mentali da premio nobel che, fortunatamente, nessuno potrà mai sentire! Andare a scavare dentro noi stessi e far emergere dei sentimenti e delle sensazioni che durante il giorno non abbiamo tempo di ascoltare. Piangere così all'improvviso senza un vero motivo, senza una ragione. Poi questo pianto continua ancora e ancora e ancora finché il sonno non diventa più forte delle lacrime. Facendo smetterci di piangere e illudendoci che il mondo che vogliamo esista davvero.
Composta giovedì 24 maggio 2012

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