Scritta da: Anna R. Di Lollo
Chissà, forse il fatto che la vita somigli a una landa di purificazione, a una terra di mezzo per l'espiazione, a un "purgatorio" terreno, deve aver solleticato nell'uomo la nascita dell'idea di un paradiso e di un inferno. Il continuo moto ondoso a cui l'esistenza ci sottopone ci strattona tra il bene e il male, tra il giusto e l'illecito, tra l'onesto e l'amorale. In continuo movimento proiettiamo le nostre energie verso una meta, sia essa più o meno alta. Ed è proprio durante questo viaggio infinito che scegliamo (in buona parte arbitrariamente) se elevarci fino ai cieli o precipitare senza soluzione nell'incubo di una bolgia infernale.
Composta giovedì 14 settembre 2017

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    Scritta da: Anna R. Di Lollo

    Commenti

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    Una grande citazione, a cui sarebbe superfluo aggiungere altro. Grazie.
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    postato da , il
    Buonasera  il suo scritto è completo e comprensibile e mi trovo pienamente d'accordo con il suo commento. E come diceva Carl Gustav Jung "L'amore è un concetto estensibile che va dal cielo all'inferno, riunisce in sé il bene e il male, il sublime e l'infinito"
    Buona serata Anna
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    postato da , il
    Buonasera e innanzitutto grazie per l'attenzione concessami. Sono perfettamente in accordo riguardo la relatività della questione, infatti non reputo che esistano nette categorie distintive entro cui incasellare i concetti del bene e del male. Però non mi pare che sia sempre valida la teoria secondo cui agire in direzione del bene possa necessariamente ledere altri/o. Un esempio banalissimo (ma potrebbe sempre essere che sfugga qualcosa alla mia focalizzazione): amare qualcuno non credo leda niente e nessuno. Valga lo stesso per qualsiasi estrinsecazione benevola d'affetto, come un bacio, una carezza, un abbraccio ...
    1
    postato da , il
    Il bene ed il male esistono in senso relativo. Infatti, ogni cosa che è bene, lo è per qualcuno o per qualcosa e contemporaneamente è sempre male per qualcun'altro o qualche altra cosa.
    Noi abbiamo l'interesse di perseguire il "bene per l'uomo", cosicchè le nostre risorse siano accresciute per portare avanti lo scopo della nostra esistenza. Se perseguissimo il "male per l'uomo", otterremmo il contrario e non ne avremmo che minori risorse per il senso della nostra esistenza, che non è il comodo e piacevole per sé stessi lo scopo è invece il favorire l'altro (che non deve necessariamente essere una persona).
    È chiaro, perciò, che ogni volta che facciamo del bene facciamo anche del male a qualcuno o qualcosa che, al momento, non ci viene in mente o non consideriamo importante. Comunque, è quello che si trova in relazione a noi, ciò che rappresenta in nostro intorno, il nostro mondo, l'ambiente della nostra esistenza. Tutto quello che ne è fuori, deve essere considerato di minore importanza, anche se dispiace crederlo, non se ne può fare a meno.
    Buona serata Anna

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