Scritta da: Daniele De Patre
C'è un filo sottile: tra il sorriso e il pianto, tra la gioia e il dolore,
tra la salute e la sofferenza, tra la vita e la morte, tra il bene e il male,
tra il giusto e l'ingiusto, tra la pace e la guerra, tra l'armonia e il disagio, tra la vittoria e la sconfitta. Spesso non dipende da noi lo stato. Però, questo filo sottile possiamo "impregnarlo" di un sentimento che è tutto: Amore. Dipende solo da noi, la chiave di tutto è il Cuore. Basta volerlo.
Daniele De Patre
Composta martedì 5 giugno 2012
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    Scritta da: Daniele De Patre
    Saremo giudicati per le volte che abbiamo pregato, o per il modo in cui l'avremo fatto?
    Saremo giudicati per le volte che abbiamo abbracciato un nostro fratello, o per il modo in cui l'avremo fatto?
    Saremo giudicati per le volte che abbiamo detto di pensare al prossimo, o per le volte che l'avremo sostenuto?
    Saremo giudicati per le volte che ci siamo battuti il petto dicendo "mea culpa", o per le volte che avremo chiesto scusa in maniera sincera?
    Saremo giudicati per le volte che avremo detto all'altro ti voglio bene, o per le volte che avremo dimostrato con le opere di voler veramente bene?
    Saremo giudicati per le volte in cui abbiamo finto e per le volte in cui siamo stati "veri"?
    Saremo giudicati come vorremmo noi, o come saprà lui?
    Daniele De Patre
    Composta lunedì 28 maggio 2012
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      Scritta da: Daniele De Patre
      Nessuno ha la certezza ma probabilmente un giorno tutti dovremo comparire davanti all'unico Giudice, il Supremo. Quel giorno nessuno lo sa se Lui ci chiederà conto di ciò che abbiamo fatto. Nessuno sa se ci farà domande e pretenderà risposte. Forse non chiederà nulla perché non ne avrà bisogno. Non sappiamo praticamente nulla ed è giusto così. Però! Il solo pensiero che dovremo comparire davanti a Lui, mi fa tremare. Ho timore di ciò che potrà aspettarmi. Credo che tutti siamo destinati a passare da un incrocio, e scegliere tra 2 opzioni. La via breve, più comoda, apparentemente più facile e bella, e la via più lunga, tortuosa, scomoda. È dura, ma quella più corta sto cercando di non farmela piacere.
      Daniele De Patre
      Composta lunedì 28 maggio 2012
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        Scritta da: Daniele De Patre
        Quando quello che fai non viene apprezzato, tu fai due passi indietro. Quando ricevi continue critiche, tu fai due passi indietro. Quando pensi di aver fatto qualcosa di utile per il prossimo, e gli altri ti danno addosso, tu fai due passi indietro. Quando parli e ti dicono che sparli, quando agisci e ti dicono che hai sbagliato, tu fai due passi indietro. Quando ti sembra di non essere compreso, tu fai due passi indietro. Cosa accadrà? Forse l'altro si accorgerà dei due passi indietro e dovrà cambiare atteggiamento. Potrà iniziare ad urlare di più perché tu sarai più lontano avendo fatto due passi indietro. Tu sicuramente lo sentirai e lo vedrai più distante. Ricorda: l'aver fatto due passi indietro sembrerà per molti una tua resa, invece no! Significherà che avrai a questo punto meno considerazione di chi ti ha attaccato, ed anche che starai prendendo la rincorsa più lunga per il momento di fare... tre passi avanti! Intanto dimostrati forte, fai due passi indietro.
        Daniele De Patre
        Composta venerdì 25 maggio 2012
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          Scritta da: Daniele De Patre
          Tante volte i fatti della vita
          ci fanno esclamare:
          siamo tutti sulla stessa barca.
          A volte sono frasi di circostanza,
          altre è la verità.
          Anche quando è vero,
          però, ci sono cose che non mi convincono.
          Non mi convince salire sulla barca,
          prendere il mio remo,
          e mettermi in posizione per vogare.
          Di proposito scelgo l'ultima fila.
          Innanzitutto perché voglio portare il ritmo degli altri.
          Noto che:
          c'è chi rema al ritmo giusto,
          chi volontariamente molto piano,
          chi è completamente fermo,
          e chi addirittura rema al contrario.
          Non riesco assolutamente a coordinarmi.
          Mi sembra di intravedere troppi capitani e pochi marinai.
          A questo punto decido di lasciare il mio remo;
          salgo su una scialuppa di salvataggio
          sperando che coraggiosi mi seguano.
          Fortunatamente c'è chi mi assiste,
          e vogando allo stesso ritmo
          la piccola imbarcazione prende il largo,
          verso una meta desiderata... da tutti.
          Questo si che è
          stare sulla stessa barca!
          Daniele De Patre
          Composta lunedì 21 maggio 2012
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