Le migliori frasi umoristiche di Paolo Broni

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Scritta da: Paolo Broni
Un uomo muore e si ritrova all'inferno. Veramente non capisce perché e questo lo intristisce, per cui quando si trova davanti al guardiano delle porte dell'inferno dice: "lo so di non essermi comportato sempre bene, ma non avrei mai creduto di finire qui."
Allora il guardiano gli dice "c'è qualche problema? Ha l'aria molto triste, si sente giù?"
- Lei cosa pensa? Eccomi all'inferno. Se avessi so...
- L'inferno non è poi così brutto come lo si dipinge. Ci si può stare bene, per esempio, le piace bere?
- Ma certo che mi piace l'alcol.
- Allora adorerà i lunedì. Il lunedì si beve un mare di alcol, c'è il whisky, il rum, la tequila, il gin, la birra e altre cose ancora. E tutto questo a volontà, la festa dura tutta la notte. Sì, le piacerà il lunedì. Lei fuma?
- Sì, fumo le sigarette.
- Allora adorerà il martedì. Il martedì è il giorno del fumo. Dai sigari più pregiati alle sigarette più raffinate. Si fuma quanto si vuole senza paura di prendere il cancro perché siete già morti. Non è fantastico? Sì, il martedì è un giorno che le piacerà. Le si droga?
- Beh, ho fatto qualche esperienza quando ero più giovane...
- Allora le piaceranno i mercoledì. È il giorno delle droghe. Potete provare tutte le droghe che esistono, e senza paura di infrangere la legge o di un'overdose, perché siete già morti. Sì, le piacerà il mercoledì. Le piace giocare?
- Sì, mi piace giocare.
- Allora le piaceranno i giovedì, perché il giovedì l'inferno diventa un vero casinò: black jack, craps, poker, ma anche la roulette, le corse di cavalli. Tutto quello che si gioca! Sì, le piacerà il giovedì. Lei è gay?
- No.
- Ahi, allora detesterà i venerdì...
Paolo Broni
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    Scritta da: Paolo Broni
    Per pranzo avevo mangiato tre piatti di fagioli, anche se non avrei dovuto.
    Quella sera quando tornai a casa mio marito mi accolse tutto allegro: "Cara, stasera per cena c'è qualcosa di speciale!" Mi bendò e mi portò in sala da pranzo. Mi sedetti e, proprio mentre stava per togliermi la benda, suonò il telefono. Allora mio marito mi fece promettere che non mi sarei tolta la benda finché non fosse tornato e andò a rispondere. Mentre aspettavo sentivo i fagioli che continuavano ad agitarsi, e ben presto la pressione diventò insopportabile. Mio marito stava ancora parlando al telefono per cui approfittai dell'occasione e ne mollai una colossale. Non solo rimbombò, ma puzzava come un camion di letame che passava davanti ad una pattumiera piena. Presi il tovagliolo e sventolai ben bene, Poi mi piegai dall'altra parte e ne mollai altre tre. La puzza era peggio del cavolo cotto. Sentivo mio marito nella stanza accanto che stava ancora parlando al telefono per cui continuai a sganciare bombe atomiche per qualche minuto. Il piacere era incredibile! Sentii una espressione di beatitudine dipingersi sul mio volto. Alla fine udii che mio marito stava salutando e dissi addio al mio momento di libertà. Rapidamente sventolai ancora un po' col tovagliolo e feci una faccia serena e innocente. Mio marito rientrando si scusò per averci messo tanto a rispondere e mi chiese se avessi sbirciato sotto la benda. Dissi di no. Allora mi venne dietro e me la tolse, e io vidi dodici invitati attorno al tavolo, che si tappavano il naso e cantavano "Buon compleanno a te, buon compleanno a te..."
    Paolo Broni
    Composta venerdì 3 luglio 2015
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