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Scritta da: Giuseppe Acciaro
Il ministro Calderoli è seduto al tavolino di un bar di un paese dell'alto Veneto. Vede un passante che si porta dietro, legato con una cordicella, un tacchino. Si rivolge all'uomo.
"Qui siamo ancora in Padania, vero?"
"Non lo so, credo di no".
"Come non lo sa? I confini vanno sempre allargati, d'ora in avanti questo paesucolo farà parte della nostra grande famiglia. Così ho deciso".
L'uomo scrolla le spalle, mentre Calderoli fissa da vicino il tacchino.
"E tu non ti senti padano?"
L'animale apre il becco come se volesse dire qualcosa, poi scappa via, seguito a stento dal passante.
"Stupida bestia! Ah, se avessi la mia intelligenza!", tuona Calderoli guardandosi un uno specchietto e facendo delle smorfie.
Passano due persone di colore. Il ministro si sfila una maglietta e sotto ne compare un'altra con la scritta: "Via di qui, slavi!"
I due uomini sembrano perplessi. Calderoli impreca, rendendosi conto di aver esibito la maglietta sbagliata.
Passa in rassegna tutte quelle che ha, almeno una quindicina, tutte con delle frasi offensive verso i popoli di altre nazionalità.
Il ministro tira fuori un foglietto.
"Già che ci sono lavorerò un poco... ci sono tante leggi da semplificare..."
Calderoli esamina con gli occhi spalancati il contenuto del foglietto.
"Come si va a semplificare? Ho la mente troppo complessa per un'operazione del genere. Tanto vale cancellare tutte queste stupide leggi, così non sbaglio di sicuro".
Scarabocchia il foglietto che poi getta via. Intanto arriva il cameriere che gli porta una birra (la nona in due ore), e due bottiglie di vino frizzante.
Calderoli beve e ride sguaiatamente.
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    Scritta da: Giuseppe Acciaro
    "Tua figlia è riuscita ad inserirsi nel mondo del cinema?"
    Le è andato tutto male, poveretta. È molto frustrata per questo motivo. Pensa che da quando ha preso lezioni di dizione dalla Valeria Golino e seguito un corso di espressività tenuto da Monica Bellucci, ogni volta che sostiene un provino i registi si mettono le mani nei capelli e la mandano via a male parole. Prima di allora, invece, le era stato riconosciuto da parte degli addetti ai lavori un indubbio talento.
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      Scritta da: Giuseppe Acciaro
      Dopo gli spot pubblicitari in televisione Francesco Totti è intenzionato a diventare un attore professionista. Sarà il protagonista di un film sulla sua vita "è Normale Che", e poi sarà l'interprete principale assieme a Valerio Mastandrea del remake di "Per Un Pugno Di Dollari", diretto da Paolo Virzì. Totti sarà Ramon, allora impersonato da Gian Maria Volontè, mentre Mastandrea si calerà nelle vesti del personaggio che rese celebre Clint Eastwood, quello dello straniero taciturno e dalla mira infallibile. La colonna sonora sarà scritta da Max Pezzali. Si vocifera che il compianto Sergio Leone sia apparso in sogno al regista, ai due attori ma anche a Pezzali, gridando loro "Vergogna!"
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