Scritto da: reyra93
Jon colse il lampeggiare dell'acciaio, si voltò in quella direzione.
"Niente lame!" Urlò. "Wick, quel pugnale mettilo"
via, avrebbe voluto dire. Wick Whittlestick gli assestò un fendente alla gola, e l'ultima parola si tramutò in un grugnito.
Jon scartò di lato. Quanto bastava per essere preso solo di striscio. "Mi ha attaccato." Portò la mano al collo, il sangue gli ruscellò tra le sue dita. "Perché?"
"Per la confraternità!"
Wick fece per colpirlo di nuovo.
Questa volta Jon gli prese il polso e glielo torse fino a costringere Wick a lasciar cadere la lama. Il goffo attendente arretrò, con le mani alzate, quasi a dire: "Non sono stato io, non c'entro".
Gli uomini stavano urlando. Jon strinse l'impugnatura di Lungo artiglio, ma le sue dita erano diventate rigide, impacciate. Per qualche motivo non riuscì a estrarre la spada dal fodero.
E poi davanti a lui venne a ergersi Bowen Marsh, con le guance rigate dalle lacrime. "Per la confraternita!"
Affondò la lama nel ventre di Jon. Quando ritirò la mano, il pugnale restò là dove era stato conficcato.
Jon Snow crollò in ginocchio. Trovò a tastoni il manico del pugnale ed estrasse l'acciaio. Nella gelida aria notturna, la sua ferita fumava.
"Spettro..." sussurrò.
La sofferenza lo inondò. "Colpisci con la parte appuntita."
Quando il terzo pugnale penetrò tra le sue scapole, Jon Snow grugnì, e cadde di faccia nella neve.
Non sentì mai la quarta lama. Soltanto il gelo...

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