Scritto da: Alessandro Lemucchi

Una lettera che non potrò mai spedire

Cara mamma ti scrivo. Lo so è banale come ho iniziato. È un modo come un altro per prendere fiato e ricordare tutte le frasi non ti ho detto, quando mi eri accanto. Prima di tutto devo chiederti scusa per tutte le volte, che non ho ascoltato i tuoi consigli. E me ne hai dati tanti, purtroppo tu sai come sono fatto, dovevo fare sempre di testa mia, ancora oggi, il mio carattere, non molto diverso da com'ero da ragazzo. Pensandoci bene quelle parole non servono, perché anche se non ci sei più, la tua energia è rimasta: è intorno a me ed io la sento ogni volta che rivolgo il mio pensiero a te. È la sensazione di ricevere di ricevere una carezza, come facevi quand'ero bambino, avevi il vizio di toccarmi i capelli, ogni volta che finivi una frase. Ora rimangono solo i ricordi i più belli e i più dolci, come quando lasciavi in giro i tuoi libri nella speranza che li leggessi, perché sapevi che se mi dicevi di farlo, io non lo facevo. Solo adesso che sono padre riesco a capire certe sottigliezze. Hai due nipoti meravigliosi e spero che anche loro sen-tano la tua carezza, perché so che da dove sei, li guardi e li proteggi. Ti voglio bene mamma, sarò sempre il tuo Alessandro.

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    Scritto da: Alessandro Lemucchi
    Dedica:
    A mia madre

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