Scritto da: Concetta Antonelli

Autostop


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Il ragazzino era spettinato, sudato, andava di buon passo...
Lo zainetto gli ballonzolava sulle spalle, la piccola bottiglia di plastica, che aveva contenuto acqua, ne serbava traccia in mille minutissime bollicine iridescenti attaccate all'interno, riflettevano il sole e, camminando, il ragazzo si divertiva a farne schizzare i riflessi sulla via.
La strada era deserta, l'asfalto molliccio sotto le scarpe da ginnastica, la faccia sudata, l'espressione ostinata, una mano ogni tanto passata sul viso a raccogliere il sudore... il ragazzo andava avanti.
Il rumore di un'auto in arrivo.
Il pollice del ragazzo proteso a fare l'autostop.
L'auto si ferma, il finestrino si abbassa, una voce d'uomo fa: - Per dove? -
- Dove vuoi! - risponde il ragazzo.
- Sali! -
L'automobilista riprende il viaggio, guida silenzioso. Né lui né il ragazzo hanno voglia di parlare.
Ciascuno ha il suo fardello.
_
- Ne dai una anche a me? - dice il ragazzo quando l'uomo si accende una sigaretta.
L'uomo lo sbircia... - Fumi già? Sei giovane per...
- Sono grande abbastanza! Se vuoi tenerti la sigaretta fai pure! Ma non rompere! - replica stizzito il ragazzo.
L'uomo, inaspettatamente, scoppia a ridere...
- Figurati! Tieni, tieni... fatti tuoi... hai un lavoro?
- Lo troverò! - ... [segue »]

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    Scritto da: Concetta Antonelli

    Commenti

    2
    postato da , il
    Alessandro, certo che è un racconto, anzi, un raccontino.
    Sulle parolacce hai ragione, ma credo verosimilmente che un ragazzo si sarebbe espresso così.
    Grazie per la sosta e l'attenzione.
    1
    postato da , il
    più che una poesia è un racconto... le parolacce poi...! va bè che siamo in tempi "moderni" ma nella poesia non credo saranno mai opportune

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