Scritto da: Steve BOTTY

Il Locale


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Ho accompagnato a casa Paola, sono le due, è presto, faccio un salto al locale, è un po' che non vado. Entro nel corridoio tappezzato da finto raso rosso, diventato a pois per le tante bruciature di sigaretta, cammino su uno spelacchiato tappeto che mi accompagna alla cassa. Ecco Gina, la cassiera che mi saluta. Una donnina vestita e truccata come una bambola anni cinquanta, al profumo di canfora e i movimenti lenti di un bradipo. Sposto la tenda, do una sbirciatina, buttando avanti il petto come per tagliare il traguardo ed espirando entro. Tra luci soffuse e fumo che si taglia con un coltello, intravedo sul palchetto l'orchestra che sta suonando un lento. Vestiti come domatori del circo e da finti sorrisi stampati, si muovono come scimmie ammaestrate tentando di fare colpo sulle donne sedute nella prima fila, per farsi pagare la colazione. Quando ci sono i lenti lo sciame degli uomini, si mette in movimento e come api volano da tavolo in tavolo. Le donne sedute, come fiori, aspettano un loro invito. Il lento è l'occasione migliore, per colpire. Osservo dal bar sorridendo, bevendo il solito whisky, le coppie che ballano. Le donne sono disinvolte e sorridenti, gli ... [segue »]

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    Scritto da: Steve BOTTY

    Commenti

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    Ciao, li accetto e li tengo stretti, perché sono sinceri. Grazie Giuditta Un abbraccio.
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    I miei più che sentiti complimenti... davvero!

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