Scritto da: Nadia Consani

Zac


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Un giorno troverò il coraggio di allentare il freno e lasciarmi andare, lo troverò – pensava.

Mentre un leggero vento di maestrale increspava il mare e le piccole onde riflettevano i colori del tramonto, lo specchio d'acqua mandava riflessi porporini e dorati e alcuni gabbiani sostavano sugli scogli guardando verso l'orizzonte, come se aspettassero l'oscurità per riposare. Sugli scogli, la sagoma in controluce di un pescatore solitario si apprestava a riporre i suoi attrezzi e una barca a vela in lontananza rientrava in porto. Sembravano annunciare che un'altra giornata stava finendo.
Era il momento preferito da Ruggero e anche quella sera assisteva in silenzio allo spettacolo.
Sullo spiazzo sovrastante la scogliera, a volte con il suo cane accanto, restava spesso ad osservare pensieroso la bellezza del mare e del cielo fino a che il sole scompariva.

Tipo di poche parole, non aveva amici, o perlomeno non molti, si confidava soltanto con Michele che abitava vicino a lui e qualche volta uscivano insieme per fare una partita a carte e bere qualcosa al bar vicino casa.
Nonostante Michele fosse un uomo di una certa età, molto più grande di Ruggero che ne aveva quaranta, gli voleva bene e lo confortava ogni ... [segue »]
Composto martedì 1 luglio 2014

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