Scritto da: Stefano Napolitano

Bisogna dirsi addio

È giunto infine il tempo. L'ora dei saluti, il momento, infausto, dove io debba dirvi addio, abbandonarvi perché ormai stanchi di me. Lasciare che il tempo trascorso insieme si mescoli al tempo che verrà, cancellando, spero non del tutto, ciò che fu. Un ricordo amaro, non per forza veritiero del mio essere, sbilenco ma onesto, confuso ma sincero, fin troppo a dire il vero. Ho sbagliato, ma ad alcuni errori non è permesso ottenere perdono, e mai l'otterranno, perché alcuni cuori sono ormai a brandelli, perché da alcune menti è impossibile debellare i ricordi più neri e tormentati. Essendo la vita una gran recita, e voi un pubblico tra i più esigenti, ecco l'immancabile colpo di scena finale, la realtà di ciò che sono, sono sempre stato, e sempre sarò: un mostro, una bestia che si nutre di emozioni, perché delle sue non trae piacere, non lo saziano perché deboli e impalpabili... ecco svelato l'arcano mistero signori e signore! Un uomo vile, un menzognero capace di creare cialtronescamente situazioni di puro disagio, suo e comune da dove attingere ciò che non ha dentro di se. Qui non è il circo, non si ammira il mostro per un pugno di monete, e alla fine di cotanta, sconvolgente rivelazione, al pari del miglior mago, di cui gesta abbiamo ammirato insieme, io sparisco in una nuvola di fumo, tra gli "oooo" di un meraviglioso pubblico in visibilio...
Composto sabato 24 agosto 2013

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