Questo sito contribuisce alla audience di

Scritto da: Rossella Porro

Ritratti...

Permalosa, oh si lo era davvero e gelosa ancor di più. Queste due piccole caratteristiche negative rendevano quei momenti di dolcezza, che pur aveva, estremamente leziosi tanto da apparire forzati. Aveva sempre qualcosa da insegnare, non che questo fosse sbagliato, ma il problema era che dovevi... [continua a leggere »]
Composto martedì 1 novembre 2011
Vota il racconto: Commenta
    Scritto da: Rossella Porro

    Ritratti...

    Potevi leggergli negli occhi il dolore, quella continua insoddisfazione, quella lotta continua tra la consapevolezza di essere fuori dal comune e il dubbio di essere meno degli altri. Fragile, dopo tutto, era solo fragile. Troppo sensibile, troppo intelligente. È strano come uomini di tal sorta... [continua a leggere »]
    Composto martedì 1 novembre 2011
    Vota il racconto: Commenta
      Scritto da: Rossella Porro

      Ritratto di un'ordinaria follia

      C'era nei suoi occhi quella luce che solo alcuni posseggono, uno squarcio tra follia e inquietudine. Era come se avesse la piena consapevolezza di essere li per caso senza averne il minimo disagio. La giacca che indossava ricordava che un tempo quell'uomo dominava la scena ora era solo uno... [continua a leggere »]
      Composto sabato 29 ottobre 2011
      Vota il racconto: Commenta
        Scritto da: Rossella Porro

        Sole di marzo

        Era una giornata di Marzo, il sole splendeva e come sempre accadeva da un po' avevo perso il treno. Colpa della mia sbadataggine e del mio orologio da cui ostinatamente continuavo a non volermene separare eppure un tempo lo avevo definito brutto... orrendo, ma aveva finito per essere l'unico... [continua a leggere »]
        Composto domenica 5 luglio 2009
        Vota il racconto: Commenta
          Scritto da: Rossella Porro

          Sul finir della sera

          Le alte mura soffocavano la brezza estiva che tosta puntava i piedi e restava lì, ferma sulla porta. Ampi corridoi correvano nei miei pensieri. Le stanze non avevano porte, solo finestre ferrate. Un odore nauseante di urina entrava prepotente fin nello stomaco. Avrei voluto portare alla bocca la... [continua a leggere »]
          Vota il racconto: Commenta