Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: seilion

Bar latteria Bavari

Genova, Tommaseo, è quasi l'alba, l'aria fresca,
nel silenzio della piazza, si alza una saracinesca,
il Bavari bar latteria, che per prima le luci accende.
Fervono preparativi, cornetti, brioches, krapfen, da infornare,
ombrelloni, sedie, tavolini, all'aperto da sistemare,
un'altra giornata di lavoro, sta per iniziare.

Ecco arrivare, i primi avventori,
chi di notte ha lavorato, chi da casa esce presto,
la colazione al bar, un rito, con sempre più sostenitori,
veloce, due chiacchere, due battute, un ambiente ospitale.
l'odore, la fragranza, delle paste ancora calde, la focaccia col bianchino,
per non parlare, del profumo inebriante, del caffè o del cappuccino.

La mattina è passata, la pausa pranzo e arrivata,
si preparano, piatti appetitosi o semplici foglie d'insalata,
a finire la frugale libagione, l'immancabile caffè:
Ci si ferma al pomeriggio, c'è il krapfen con la panna,
se non ti vuoi fermare, col gelato puoi camminare,
Il locale lavora sino sera, quando il sole va a tramontare.

Il bar, è gestito da tre simpatiche canaglie,
il modo socievole, cordiale, ti avvinghia nelle loro maglie,
i loro nomi sono, Flavio, Maurizio, Roberto,
se il bar frequenti, ti conquistano di certo,
soddisfano i clienti più esigenti, i più golosi,
una cosa, di loro mal sopporto, che del Grifo son tifosi.
Composta lunedì 16 luglio 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: seilion

    Fede

    Tante volte mi chiedo, cosa sia la fede,
    Difficile risposta, senza capire, in quello a cui si crede.
    Certo, chi ha questo sentimento, accetta tutto.
    Quello che c'è di bello, quello che c'è di brutto.

    Fin dai tempi più antichi, si a fede nella religione.
    Ci si sottomette al potere divino, per evitare la sua punizione.
    Ogni chiesa, ogni culto, insegna amore per gli altri.
    Guerre, massacri, sempre s'è fatto, in nome del divino.

    Ci sono sempre stati, capi popolo, re, faraoni.
    Per loro, abbiamo combattuto, siamo caduti, subito umiliazioni.
    Lo si faceva, credendo di avere protezione,
    Loro accumulavano ricchezze, noi solo frustrazione.

    Infine s'è creduto nella politica, nella democrazia, nei partiti.
    Ogni uno, ha il suo rappresentante, eletti in pubblici dibattiti.
    Sono al parlamento, fanno leggi, emanano decreti, fanno i nostri interessi.
    Che umana delusione, nel vedere quanto siamo fessi.

    Adesso a chi, per cosa, dobbiamo aver fede, credere,
    Nella religione, nella monarchia, nella politica, tutti centri di potere.
    Organizzazioni, che giocano sull'ignoranza,
    Dobbiamo uscire da questo giogo, usando, un po' d'intelligenza.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: seilion

      Violenza sulle donne

      Spesso, quando un uomo, una donna incontra,
      il suo cuore, è felice, al settimo cielo,
      ma nella sua mente, forse debole e malata,
      crede che diventi, di sua proprietà, esclusiva.

      Sembra buono, generoso, ti coccola, ti copre d'oro,
      vuole conquistare, il tuo cuore, il tuo amore,
      poi basta uno screzio, un po' di insana gelosia,
      per mostrar, la sua natura, instabile, possessiva.

      Se, per diverse e oscure ragioni,
      la donna, più di quel rapporto, non vuol saperne,
      scattano, le prime minacce, le prime intimidazioni,
      non accetta di perdere, le sue perverse, emozioni.

      In un impeto, di rabbia e d'ira, può toglierti la vita.
      So, che sto per dire un'eresia, si vive una volta sola,
      ma è meglio, perdere la vita,
      che la dignità, di esser donna.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: seilion

        La piana di Giza

        Mi trovo all'inizio del deserto,
        dietro me, la metropoli del Cairo,
        avanti a me tre piramidi,
        Cheope, Kefren, Micerino,
        tre grandi Faraoni,
        Padre, Figlio e nipotino,
        sono li, impalato, a guardarle,
        mi sento piccolo, un moscerino.

        Nella mia testa, è tutto un susseguirsi,
        di nozioni, che nel tempo ho letto, ho studiato,
        una lettura, che, da senpre m'ha apassionato,
        mi assalgono dubbi, che quella meraviglia,
        possa averla fatta l'essere umano,
        la loro perfezione, la loro dimensione,
        fa vacillar le mie conoscenze,
        la saggezza, la mia convinzione.

        Poco più sotto,
        immensa, la mitica sfinge,
        un corpo da leone, col viso da faraone,
        accovacciata, ai piedi, lì, a protezione,
        a scrutar le stelle, se vede apparir,
        di Orione, la costellazione,
        tre astri nel cielo, che le tre piramidi,
        riproducono sulla terra, a perfezione,
        la mia mente, è in confusione,
        che spettacolo, che emozione.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: seilion

          la gatta di casa

          Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
          nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
          a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
          eri così piccina, che ci stavi in una mano,
          grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.

          Subito, della famiglia hai fatto parte,
          sei cresciuta libera e prepotente,
          della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
          tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
          anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.

          Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
          salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
          poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
          se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
          vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.

          È tardi, andiamo in camera a dormire,
          quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
          fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi per
          ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
          ti lasci dondolare, dal respiro regolare.

          Or si dice, gli animali non capiscono,
          quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
          per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
          di staccarsi da lei non vuole, il ricordo
          di quand'era piccolina, la prima ad amare.

          seilion1.
          Vota la poesia: Commenta