Poesie inserite da Santi Cicardo

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Scritta da: Santi Cicardo

Eccoli bava alla bocca

Eccoli bava alla bocca
ad ingoiare elaborate insipidezze
hanno pochi tesori tra le mani
così nelle parole custodiscono le loro speranze
e le giocano come fish di un'improbabile roulette

parlano
s'incantano
devoti implorano e piangono
nella guasta attesa di un'approvazione

eccoli gli inappagati dell'ascolto
tolta la cera alle orecchie
hanno rotto i vetri delle clessidre
ed ora mischiano le sillabe alla sabbia
cementando torri da cui levare il canto

urlano
si sgolano
fedeli risuonano e crollano
nella marcia
fiducia di farsi sentire

ma nonostante l'aria sgombra del mattino
le cataratte della notte
smorzano l'effondersi del suono
e ciò che resta
è la solita inusitata eco di dolore.
Composta domenica 15 luglio 2012
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    Scritta da: Santi Cicardo

    Ultima stazione

    All'ammorbare dei saluti
    il treno era già un'eco
    che s'attutiva
    nel panno sudato dell'afa estiva

    aggrappata al saliscendi dei ricordi
    curvavi il braccio
    alla dinamica degli addii
    e scomparivi

    muta
    senza suono

    ai bordi della ferrata
    dopo l'ennesima boccata
    buttavo tra gli altri
    un mozzicone bagnato

    e appagata un'ultima occhiata
    giravo le spalle
    alla meccanica dei congedi
    e m'incamminavo

    muto
    senza suono.
    Composta giovedì 12 gennaio 2012
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      Scritta da: Santi Cicardo

      verbum o logos

      "No"
      fu la prima salvezza
      e i piani non avevano la trasparenza dei cristalli

      "sì"
      il tentennamento
      ma già ai baci preferivamo la disunione

      poi
      "forse"
      s'impose
      come se il dubbio
      proteggesse i fianchi da spade e lillà

      "io"
      allora
      comprese
      la discendenza
      e fece nulla del "tu"
      sulle pire dell'est

      ora che
      "essi"
      dilata
      il gesto vigliacco
      che sigilla il mondo

      "no"
      è l'ultima salvezza.
      Composta giovedì 20 settembre 2012
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        Scritta da: Santi Cicardo

        padre

        Alla coda della notte
        padre
        hai appeso la tua giacca
        senza attesa
        arreso
        alle maschere del tempo

        tu che all'ombra dei frantoi i no
        tu che al passo delle greggi – sì!

        sulla piaga della storia
        arranchi solitario
        nello spizzico dell'albe
        già stanco
        eppure ancora le parole

        padre tu che sei troppo vecchio
        per avere sbagliato
        non un morto rimproveri alla guerra
        ma il trionfo dei vivi

        ora al riparo dell'ingiuria
        dove ancora la collina
        malsicura ondeggia
        m'accordi
        un trapasso lungo e freddo

        eccomi padre
        ma perché non saluti?
        Composta giovedì 22 novembre 2012
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