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Scritta da: Salvatore Masullo

La spiaggia dei ricordi

Tra suoni antichi mi sovvien la voglia
di un ritmo che s'insinua nella mente
e mi riporta al tempo adolescente
quando miravo il mare da uno scoglio...

La spiaggia dei ricordi adesso tace,
quel tratto di costiera sempre in guerra
che corre da "Bagnoli" al "Rione Terra",
un tempo approdo dei coloni Greci!

Rivivo gli assolati pomeriggi
trascorsi sotto l'ombra dei costoni
per evitare a scuola le lezioni
e l'indolenza di quei banchi grigi...

Nell'aria quei tramonti di calcare
d'un sole che affogava all'orizzonte
tra il luccichio di reti appena pronte
sugli argani impazienti di salpare!

Ed io un intruso dentro la cornice
sentivo, a tratti, le sommerse voci
di oracoli e sibille senza pace
salir da quei fondali in superficie...

Godevo in quel respiro di maestrale,
di venti aperti al canto di sirene,
e un fremito mi entrava nelle vene
quando scoppiava forte un temporale!

Sul viso assaporavo quelle gocce
asperse come un gesto spirituale
e rimanevo assorto in quel rituale
seduto sul gradino di una roccia.

E m'incantavo a lungo ad ascoltare
lo sciabordìo dei flutti sotto costa
che raccontava a tutti senza sosta
l'eterna lotta tra la terra e il mare...
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    Scritta da: Salvatore Masullo

    Il gabbiano infelice

    E nel silenzio resto qui a soffrire
    senza dar più voce al mio dolore,
    poiché l'ansia moderna di apparire
    ha già serrato, forte, i vostri cuori!
    Come un clown racconto la mia storia
    a Voi che fate finta di capirmi,
    in un'arena dove non c'è gloria
    per me che tento invano di esibirmi...

    Io sono quel gabbiano con le ali fratturate
    costretto ad inciampare su scogli della vita.
    Un tempo volteggiavo per i ventosi lidi
    fra guizzi di marosi ed arroccati nidi...
    Ed or che vò ramingo sui litorali bassi,
    confido le mie pene alle ginestre e al mare,
    e cerco nutrimento nei cumuli di sassi,
    tra reti sforacchiate e gusci di calcare...

    Rimiro i miei compagni volar sulle banchine,
    danzar con eleganza nel tempo degli amori,
    sfiorando con la coda quel limitar di pini
    nel vespero che smorza l'asprezza dei colori...
    Ed io rimasto solo, su questa baia deserta,
    non provo più l'ebbrezza giocosa del volare.
    Ma so di avere, alfine, una risorsa certa:
    un cuore così grande per amare!
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      Scritta da: Salvatore Masullo

      Cercami

      Quando l'inverno
      avrà steso all'orizzonte
      l'ultimo velo grigio
      e l'alito vaporoso di cucina
      s'incollerà
      sulle finestre fredde,
      allora cercami:
      io ti sarò vicino
      ad aspettare l'alba.

      Prima che l'imbrunire
      abbia fugato impietoso
      la fioca luce del meriggio
      Noi, con le dita sui vetri,
      tracceremo
      innocenti arabeschi
      del nostro
      imperituro amore.
      E non saranno i pensieri
      ad inghiottirci come prede,
      né noia o solitudine
      ad affogarci l'anima.

      Quando la pioggia
      batterà impetuosa
      sui tetti delle case
      e un tuono repentino
      vibrerà nel cuore tuo,
      allora cercami:
      prima che in mare
      s'acqueti la risacca
      e un volo di gabbiani
      rinnovi il suo vissuto
      insieme resteremo
      fino all'ultimo minuto...
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        Scritta da: Salvatore Masullo

        Lettera dal cielo

        Non piangete figli miei
        sopra questa terra
        che mi consuma!
        Alzate gli occhi al cielo,
        da oggi io sono qui:
        nel regno dell'eterno,
        dove spazio e tempo
        non hanno più misure.

        Voglio dirvi ancora
        parole di padre
        e chiedervi scusa
        se qualche volta
        non ho saputo mutare
        i miei silenzi in parole,
        la mia rabbia in ascolto,
        la mia foga in abbraccio.

        Se solo avessi
        scavato più a lungo
        nei vostri occhi,
        a volte bassi...

        Oggi, più di prima,
        io resto al vostro fianco
        esortandovi a non cedere
        ai silenzi del cuore,
        al rumore delle passioni,
        alle lusinghe della vita!

        Non rinunciate mai a cercare
        il significato delle mie parole
        tra le pieghe del vissuto.
        E non basteranno le tempeste,
        anche nelle notti più buie,
        a spazzare via
        i ricordi a voi più cari.

        Cercate nei giorni che verranno
        i segni della mia presenza
        e risentiamoci nei sogni:
        io saprò parlarvi ancora...
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          Scritta da: Salvatore Masullo

          Frammenti del passato

          Mio padre rincasava all'imbrunire
          col freddo che mordeva le tonsille
          e mesto confidava il suo soffrire
          a un ceppo scoppiettante di faville.

          Lo sguardo spento, innanzi al focolare,
          a ricordare il giorno più fatale
          di mamma che finiva di campare
          in un lettino bianco d'ospedale...

          E nel trastullo passava le giornate
          cercando un nesso all'inattesa sorte
          di lei disposta ad essere operata
          per non finire preda della morte!

          Le notti insonni a domandarsi il come,
          a rimirar le foto del passato,
          per risentir nell'aria il proprio nome
          da voce di colei che aveva amato...
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