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Poesie inserite da Pietro Nigro

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Scritta da: Pietro Nigro

Forse i fiori mi sogneranno

Un guscio di carne cerca stasera la mia anima
rigido fiore al bacio di farfalla
e semina tra inconsapevoli sentieri miraggi
oro che bagna le rive rifatte forse perdute a chi visse.
Spezzerò arcobaleni e mi laverò i pensieri nei vergini colori
come un Van Gogh rifarò nuove terre atemporali
nuove stelle d'afferrare con mano
silenti saette in sere d'agosto
un gioco d'indovini
è rimasto un perché al di sotto degli abissi
il batiscafo non serve
non strisciano le alghe sulla pelle
una scatola chiusa senza una chiave per aprirla.
Forse i fiori mi sogneranno su cime colorate
e i cieli apriranno squarci di futuro
le chimere converseranno con i miei sogni
e il gabbiano sorvolerà mondi ignorati;
altro non resta che alzare lo sguardo al cielo
la mente assorta a riguardar le stelle.
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    Scritta da: Pietro Nigro

    Crisalide

    A che vi hanno inventato occhi nuovi
    se albero ne dite
    d'una testa sbocciata in verdi pensieri
    di foglie d'un nostalgico eden antico
    nell'eterna rigenerazione
    dell'eterno ciclo.
    A che questo modo diverso
    d'inventare la vita
    se dopo tanta cultura
    dopo tanta sapienza
    dopo tanta scienza
    dopo tanta arte
    dopo tanta politica
    dopo tanta noia
    dopo tanta vita così
    dopo tanta droga
    dopo tanto dramma
    dopo tanta potenza (anche d'amare)
    dopo tanta impotenza (anche d'amare)
    dopo tanta violenza
    dopo tanta ipocrisia
    su cui grufola il mondo
    dopo tanto pianto
    in cui s'affoga
    dopo sempre le stesse cose
    dopo tante ripetizioni
    dopo tante cose uguali
    dopo tanti sogni a spronare la vita
    dopo tante brume ad annunciare
    (sia pure) la più abietta metempsicosi
    di vermi e di fango
    una morte senz'anima
    ma con fiori con riti con lapidi
    e temporanee preghiere
    una notte-morte senza domani
    un sonno senza risveglio
    un sogno eterno
    dopo tante sciocchezze
    fin dove l'albero scorge l'erba
    che calzano le sue radici
    e penetra il cielo
    la vostra intelligenza
    se dopo tanta truffa di vita
    il nulla.
    ... ma a poco a poco
    m'opprime il cuore
    un rimpianto
    e mi turba
    il richiamo
    d'una vita che si perde.
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      Scritta da: Pietro Nigro

      Vedo morire colori di campi

      Vedo morire colori di campi
      squarciati da fiumi di lava,
      da turiboli di pena espandersi fragranze
      di resine,
      ultimo addio di boschi agonizzanti.
      Non griderò inutilmente parole di collera
      retorici contorsionismi
      di chi aspira al plauso della folla.
      Non farò violenza ai violenti
      ad aggiungere anelli ad una stessa nefasta catena.

      Vorrei sentire urla di coscienze ridestate
      e aprire occhi ciechi
      per troppe tenebre di prigionia
      in angusti anfratti di evoluzioni mancate,
      e cantare canzoni
      composte per questa occasione,
      e avere compagni i gabbiani, e il vento
      che porta aromi di mare
      alle montagne assetate.
      E il canto dirà che l'attesa non fu vana.

      Siederemo allo splendore della vigna ritrovata
      sotto la saggezza dei vecchi ulivi
      in rassegnata attesa di anni.
      Risentiremo i grilli di notte riempire di nostalgie
      spazi di memorie
      e non sembrerà triste la notte
      come i giorni dietro le grate
      dell'attesa tradita.
      E navigheremo tra le stelle dei nostri antichi desideri
      alla ricerca di approdi che abbiano un senso.
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