Poesie inserite da Tap72

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Scritta da: Tap72

L'ispirazione

Tu che vai cercando
in ogni dove e in ogni quando
quel qualche cosa
come lo sbocciare di una rosa.

Quel sentimento che un tempo
avevi dentro
e che senza presunzione
ascoltavi con attenzione

Non ti accorgi che c'è ancora?
Lei non ti ha mai abbandonata.
È rimasta dove allora
tu stessa l'hai lasciata.

Basta solo farla uscire
per non farla mai morire.
Liberarla dalle catene
della mente che la trattiene.

Da quel poco di pigrizia
che certo non ti aiuta
e anche se qualche volta ti letizia
pian piano la tua vita muta.

E così ti addormenti
fin che quel fuoco bruciar più non senti.
Ma nessuno la può ignorare
ed alla tua porta tornerà a bussare.

Allora non avrai altra soluzione
che accogliere l'ispirazione
e cominciare a fare.
Composta sabato 11 maggio 2013
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    Scritta da: Tap72

    Il gioco di ruolo

    Oggi ho inventato un gioco di ruolo.
    un gioco che devo giocare da solo.
    Un gioco bizzarro alquanto.
    Un gioco che dura davvero tanto.

    Si tratta di un gioco diverso dagli altri
    un gioco nel quale bisogna esser scaltri.
    Un gioco con poche regole che s' imparano al volo,
    ma anche se te lo insegnassi devo giocarlo da solo.
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      Scritta da: Tap72

      Il signore del cartone animato

      Stavo guardando un cartone animato
      quando mi sono addormentato.

      Al mio risveglio con stupore
      ho visto davanti a me un signore.

      Mi son bastati pochi istanti
      per capir che lì davanti
      avevo il personaggio
      del cortometraggio.

      Poi svanì in un momento
      come portato via dal vento.

      Mi alzai di scatto
      e mi accorsi tutt'un tratto
      che il signore del cartone animato
      l'avevo solo sognato.
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        Scritta da: Tap72

        Il villano di paese

        C'era una volta in un paese lontano,
        un tipo assai villano.
        A tutti urlava,
        con nessun eccezione faceva.

        Un giorno però
        qualche cosa cambiò.
        Arrivò da un paese vicino,
        un piccolo omino, con sotto a un braccio un cuscino.

        Appena arrivato in paese,
        il villano lo coprì di offese.
        Fu allora che l'omino
        gettò a terra il suo cuscino
        e senza parola conferire si mise a dormire.

        Il villano s'infuriò
        e lo offese per un bel po'.
        Non riuscendolo a svegliare,
        capì che era inutile continuare.

        Da quel giorno tutta la gente del paesino,
        si portò appresso un cuscino.
        Chiunque il villano incontrava
        lo gettava a terra e si addormentava.

        Non trovando più alcun divertimento
        passò poco tempo
        che il villano si dovette arrendere
        e smettere di offendere.
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