Poesie inserite da Oriella Del Col

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Scritta da: Oriella Del Col

La cecità che vinse

L'amor ch'è nato cieco
ad altro non s'appella
di nessun giusto senso
udir può la favella.

Non sentirà consiglio
non toccherà con mano
il devastante fuoco
di quell'amore arcano.

Né l'onda che si frange
né il vento che sconfigge
lei crede nel suo amore
e nulla la trafigge.

Ma non può mai sentire
dall'amore travolta
il laido scantonare
dell'uomo che l'ha colta.

Lui cieco alla bellezza
dell'anima donata
è tronfio nell'inganno
e abiura la giornata.

La cecità carogna
con spietatezza vinse
che lungi dai suoi occhi
la meraviglia spinse.

Verrà quel tristo tempo
che logora l'incanto
e nel crudo risveglio
dilanierà il rimpianto.
Composta mercoledì 13 marzo 2013
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    Scritta da: Oriella Del Col

    Cupido

    Cupido ha scagliato
    le frecce fetenti
    trattieni il respiro
    non fare commenti.

    Cammina pian piano
    rasente a quel muro
    che se si scatena
    nessuno è al sicuro.

    Per primo l'effetto
    scompiglia il budello
    ma subito dopo
    ti fonde il cervello.

    Quei dardi scoccati
    che mirano al cuore
    corrodono piano
    e giunge il livore.

    Poi quando è passato
    e tutto è finito
    ti resta lo sguardo
    da rincretinito.
    Composta giovedì 24 maggio 2012
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      Scritta da: Oriella Del Col

      Tre

      Il primo è un bambino
      che vedi giocare
      che ride, che scherza
      al bordo del mare.
      Che avanza e indietreggia
      che non prova rabbia
      che distrattamente
      assaggia la sabbia

      Poi arriva il secondo
      è molto impegnato
      attento alle reti
      controlla il pescato.
      Non molla la presa
      segue un obiettivo
      lui non vuole perdere
      il punto d'arrivo

      Negli occhi del terzo
      c'è tutto il passato
      e di questa storia
      è sempre più grato.
      Apprezza e gioisce
      non corre di fretta
      sa bene il suo cuore
      che è quel che gli spetta

      Tre età dell'amore
      che parte dal gioco
      che va a costruire
      che cerca uno scopo.
      Poi approda felice
      scoprendo altrimenti
      che a morder la vita
      non servono i denti.
      Composta mercoledì 26 settembre 2012
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        Scritta da: Oriella Del Col

        Pudicizia

        Soave il baciamano
        che al tempo da lontano
        fè del sogno latente
        real pensiero ardente

        Quel dì morta favella
        lo sguardo cala a modo
        ma di quel tocco godo
        e il mio rossor si desta

        Accadde poi l'ardito
        che nessun l'abbia udito
        non cambia il turbamento
        del mio sentirvi dentro

        Messer della sua belva
        il rimembrar m'inquieta
        sebben ricordo lieta
        l'accolto e il godimento

        Il tempo ivi trascorso
        nel ventre si fa morso
        e bramo impunemente
        la lama vostra ardente.
        Composta lunedì 29 ottobre 2012
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