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Poesie inserite da Nelson

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Nelson

Black russian

Vige l'ignoranza
nel ventre del mondo,
nella città del sole,
nella villa delle possibilità,
delle scelte, delle fantasie.
M'obbligo
di vivere ancora,
in un bicchiere nero,
ripieno e ridondante
di liquido amniotico,
ancestrale.
Un bicchiere colmo
di alcol e magie,
di lusso e sessualità,
di facce riviste,
giornali e novità.
Un calice, un desiderio,
un figlio illegittimo,
una richiesta innocente.
Non sono un santo,
ma studio religione,
studio astronomia e arte.
Studio situazioni
e doppie maniche,
giudizi e logaritmi;
la matematica signori
è per poche menti,
per pochi luoghi,
per un black russian
e un bar vuoto.
Grazie Islam,
grazie per tutto.
Composta giovedì 21 febbraio 2013
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    Scritta da: Nelson

    Labbra di vetro

    Ascolto
    il tempo schiantarsi
    tra le onde di questo mare,
    di questo migrare luminoso.
    Immagino
    fiumi di lava incandescente,
    di stelle mature, di perdono.
    Viaggio
    in questo inferno bianco,
    in piedi senza gravità
    oltre l'ozono e la musica.
    Gusto
    il tuo bacio elettronico,
    la tua metà viva, la magia,
    la passione di questo ballo,
    di questa folla,
    di questa canzone oscura.
    Godo
    in un esplosione di colore,
    di arti e gioia.
    Vivo
    in una poesia inedita,
    una tempesta calda
    che abbraccia il mio cervello
    e lo lancia via, aldilà di tutto,
    aldilà della ragione, via.
    Via.
    Come un incanto,
    come un sogno appena finito,
    un sogno mai cominciato.
    Come questo momento
    non ho mai apprezzato
    il suono delle tue parole,
    il canto della tua gloria,
    il sapore dolce
    delle tue labbra di vetro.
    Composta lunedì 4 marzo 2013
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      Scritta da: Nelson

      Due ore

      Due ore
      per parlare del mondo,
      per discutere sul niente.
      Due ore
      per chiudere una porta,
      per aprire un varco
      tra due identità.
      Due ore
      per disegnare un volto,
      per imparare a baciare,
      per morire steso
      in un campo di grano
      tra foglie mature
      e sentieri di plastica.
      Due ore
      per tornare a casa
      da quel mondo lontano,
      da quel colle sperduto
      da cui si vede tutto,
      da cui posso volare.
      Due ore,
      due ore ancora
      e potrò dire
      di aver vissuto in eterno.
      Due ore
      e potrò sentire ancora
      quel vento contro,
      quel calore innato,
      quel suono cupo
      di cui ormai
      sono perdutamente
      innamorato.
      Composta martedì 5 marzo 2013
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        Scritta da: Nelson

        La primavera si avvicina

        La primavera s'avvicina
        passo dopo passo,
        tra un fiume in piena
        e una veranda illuminata.
        S'appresta lieta
        al tepore del mattino,
        si stende accanto a me
        ad ascoltar le favole,
        vecchie e nuove,
        delle radio industriali.
        Mi piace viver così,
        in attesa
        tra il pranzo e la cena,
        tra questo e quello,
        tra dolce e caffè.
        Mi piace questo tempo,
        questa epoca beffarda
        che si nutre di tutto,
        di bambini prodigio
        e preti perversi.
        Mi piace perché
        c'è qualcosa da dire,
        qualcosa da scrivere.
        Mi spiace però, che
        non ci sia niente da fare,
        ma è dal sonno più profondo
        che nasce il risveglio
        più luminoso,
        è dall'inverno più freddo
        che giunge la primavera
        più affascinante di tutti i tempi.
        Composta martedì 5 marzo 2013
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          Scritta da: Nelson

          Il poeta

          Il poeta è un architetto,
          il poeta è un pittore,
          un dottore,
          un magistrato.
          Il poeta è
          la più alta autorità
          e la più vile creatura
          sulla faccia della terra.
          Il poeta vive
          nelle sue sillabe eterne,
          il poeta muore
          tra una locanda
          e un convento,
          tra un mare d'illusioni
          e l'amor perduto.

          Tra colori accesi
          e stanche concezioni
          s'illumina di nuovo,
          rialzandosi e urlando,
          sopra le tombe cristiane,
          la musica surrealista,
          decadente, finta.
          Il poeta beve
          accettando le condizioni,
          i moti e le politiche.
          Il poeta vaga,
          tra grilli e cantautori,
          tra governi impari
          e marionette.
          Il poeta sa
          la sua strada,
          la sua retta via.
          Il poeta pensa,
          con la sua testa
          e quella degli altri,
          cercando l'arte
          nella spazzatura
          e nella fantasia.
          Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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