Poesie inserite da Marycla

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Marycla
Fermo!
aspetta che apra il tuo cuore infermo.
l'inferno ora mi divora.
E la legge del contrapasso mi sfiora,
dolcemente, perennemente
fino a sfracassarmi la mente.

Come in vita ho avuto sempre la testa alta,
ora vuole che cammini isolata,
con una folla di gente,
ma pur sempre sfollata
E la mente?
Mi riconduce all'assente.

Penso
Quasi senza senso,
sembra di non aver via di scampo
ma quando tutta la vita sembra segnata
ecco che vengo salvata.

Una luce
Che tra l'oscurità mi sfiora
Mi tende la mano da ora
Fino all'eterno.
Ma l'eterno mi salverà?

Quante domande vero?
Sento il mio eco in quella luce
Luce che mi ha salvata.
Luce che ha un nome, un corpo.
Il mio stesso corpo
Luce che mi tiene compagnia
E non mi fa sentire la malinconia.

"Luce" credo che la mia anima immersa nell'inferno
non sempre eterno
ti stesse aspettando da sempre.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Marycla
    La pioggia batte nel mio cuore
    che è in fuga dall'amore,
    quell'amore che fa bene,
    male, ma mi fa amare.
    Quest'amore proibito
    incatenato da illusioni
    ma comunque pieno di passioni.
    La pioggia batte ancora fortemente
    si placa solo al sentir di quella dolce melodia
    che sempre mi fa calmar l'ira:
    di violenza, di assenza, di sesso.
    Pensieri che mi toccano
    come quella mano che toccava ogni singolo io.
    Ho un odio profondo
    ancor più grande della caduta del mondo,
    già cadutomi addosso ormai da tempo,
    per quelle mani, per tutte le mani
    che sfiorano la mia pelle
    e ridono a crepapelle
    alle urla, ai lamenti, ai singhiozzi, ai pianti.
    Come l'uragano
    come il letto di un torrente
    come la piena di un fiume
    come un maremoto
    così, come tutti questi come
    spazzano via tutto
    anche quell'amore tutto aspira.
    Come quando la notte cade sul mare,
    tutto buio, c'è solo il riflesso della luna
    così, nella mia anima buia
    c'è solo una luce
    che placa la pioggia.
    Vieni,
    fammi sentire lo stesso dolore di quella mano
    ridi ai miei pianti, alle urla
    fammi del male,
    lasciami segni indelebili e non
    costringimi a peccare di lussuria
    così di quel brutto ricordo
    avrò un ricordo più forte,
    quello dell'amore.
    Composta martedì 19 giugno 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Questo sito contribuisce alla audience di